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Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Dato che negli ultimi tempi ci ho la vita sociale di un'ameba zitella ho passato tutto il fine settimana a leggere nella dolce verzura del mio terrazzo e ho finito anche il Meneghello.
Va detto che la prima parte era più spettacolare della seconda, che appare riflessiva e nostalgica e fa sorridere invece che sghignazzare apertamente. Ci sono un paio di riflessioni che mi rimuginano: mi commuove questo senso di religiosità pagano, mi verrebbe da dire, che permea la vita dei paesani di Malo, così legato alle cose concrete e alle parole che sono qui sempre trattate come cose anch'esse, lontano dal trascendente e dal mistico: anche l'inferno e il paradiso ma l'idea stessa di Dio (cito a memoria: il paradiso sta sopra di noi, Dio sta in paradiso, ma anche in Nuova Zelanda il paradiso sta sopra di loro e quindi Dio è tondo!) e del peccato e della virtù che vengono inseriti in questo contesto ingenuo da una parte ma molto pratico dall'altra. I precetti non si devono capire, si devono imparare e basta, e questo genera tutta una serie di equivoci che il Meneghello sapientemente utilizza per veicolare, divertendoci (e divertendosi) una sua visione del mondo disincantata e moderna senza tuttavia essere mai cinica o nichilista.


Anche il periodo della guerra e della militanza partigiana vengono descritti senza compiacimento drammatico, come un cartone animato di willy il coyote dove le vite tremende e piene di stenti e le botte e la morte fanno parte di una trama che è così e basta, non c'è da chiedersi il perché.
Il senso di nostalgia viene fuori solo appena accennato nell'ultima parte, nei rari ritrovi degli amici della compagnia che si raccontano le vecchie storie e questo è ormai l'unico senso del loro stare insieme.
Anche questo piaciuto.

 



Commenti al Post: Libera nos a Malo

sonouncantastorie il 16/04/07 alle 15:14 via WEB
Quanto leggi. Ultimamente sto leggendo storie di pirati. E anche la storia della piraterie. Puoi chiedermi tutto. ;)

LaDonnaCamel il 17/04/07 alle 11:44 via WEB
Eh, te lò detto che le amebe zitelle escono il sabato sera molto più di me che sto a casa: mi sono fatta la scorta ;)
Sui pirati ho letto un po' di tempo fa un libretto curioso di uno che si fa chiamare Giubek Marini ma è detto esplicitamente che è un nom de plume, il titolo è Sei marinai dell'adriatico, carino, vorrebbe lasciare intendere che sono tutte storie vere...

quelluomo il 17/04/07 alle 09:00 via WEB
io leggo palomar. ma per favore non chiedermi un cazzo che non c'ho capito niente! scherzo.

LaDonnaCamel il 17/04/07 alle 11:45 via WEB
che burlone che sei :)

quelluomo il 18/04/07 alle 08:48 via WEB
buongiorno amica!

LaDonnaCamel il 18/04/07 alle 08:54 via WEB
buongiorno amico!

 

 

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