testata camel

Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Sulla Repubblica di carta di venerdì, nella pagina della cultura, ho letto una cosa interessante. L’ho letto solo oggi, vabbè, ho avuto da fare, e comunque non era una cosa urgente.

E’ la storia di uno scrittore inglese che non riusciva a pubblicare il suo romanzo. L’aveva mandato a un sacco di editori e tutti gli rispondevano che non valeva la pena, che non era nella loro linea editoriale, che era interessante ma non per loro e tutte quelle belle frasette che usano gli editori in questi casi qui.
Insomma, un po' seccato da tutti questi rifiuti, invece di piantare un chiodo nel suo studio per infilzarceli dentro come ha fatto qualcun altro, 'sto tipo furbetto, che si chiama David Lassman, ha pensato di fare un esperimento e ha copiato i primi tre capitoli di tre romanzetti già editi, di una scrittorina sconosciuta che si chiamava Jane Austen che tanto è morta e quindi non se la prende, avrà pensato lui, ha cambiato i nomi dei personaggi e i titoli e li ha mandati. Che poi, visto che deve essere anche uno spiritoso, ha pensato bene di mettere come indirizzo del mittente quello del Jane Austen Centre di Bath, aggiungendo altri piccoli indizi che non sto qui a raccontarvi parola per parola, leggetevelo anche voi l'articolo di Repubblica di venerdì 20 luglio.
La cosa divertente è che dei diciotto editori a cui aveva mandato il manoscritto, solo uno ha riconosciuto l’origine e gli ha risposto “cattivello, il plagio non si fa, non sta bene”. Tutti gli altri gli hanno rifilato il solito ciclostilato, bontà loro che hanno risposto.


Il giornalista che ha scritto questo bell’articolo ha ironizzato sull’ignoranza degli editor inglesi, che non si sono accorti che stavano leggendo l’incipit di Orgoglio e pregiudizio, che è un po’ come se uno mandasse a Mondadori una cosa che comincia con “Quel ramo del lago di Garda”, per dire, fatte le debite proporzioni, tanto questa scrittorina è nel cuore e nell'orecchio degli inglesi (e non solo;).
A leggere di questa bella burla mi è luccicata la S. Chissà perché io non credo affatto che gli editori inglesi siano tanto somari. Sarò malfidata, come dicono i miei amici, ma mi sa che quei manoscritti non sono stati neanche letti, ma neanche aperti. Chiccazz’è sto David Lassman? Nessuno? Via, via, non ci interessa…
Meno male che questa storia è successa in Inghilterra. Che in Italia non succede mica così. In Italia gli editori li leggono sempre con interesse gli scrittori esordienti, soprattutto se non sono già famosi, se non sono calciatori, sindaci o parenti di qualche celebrità.
Ma anzi, forse è tutta una bufala, nemmeno google ne sa niente, forse non è successo nemmeno in Inghilterra, è stato il giornalista di Repubblica a immaginarsi tutto.
Ma no, che dico: sono io che mi sono sognata di aver letto Repubblica. Manco la compro, io, Repubblica.
E invece siete voi! che vi state inventando? Voi non avete letto proprio niente.
Questo blog non esiste nemmeno.

 

 


 

Coomenti al post: Che burloni gli scrittori

Anonimo il 22/07/07 alle 23:56 via WEB
Proprio tu scrivi questo!?! La mia Agente preferita (e unica) !!! E come rimarrà in me un lumicino di speranza? Ohibò, questa proprio non me l’aspettavo... mondo crudele.

LaDonnaCamel il 23/07/07 alle 08:27 via WEB
Eddai, siamo in Italia, vedrai che ti leggono: li hai mandati i manoscritti a diciotto editori? :)

Anonimo il 23/07/07 alle 11:20 via WEB
Acc... ecco cosa ho dimenticato di fare :-)

LaDonnaCamel il 23/07/07 alle 13:53 via WEB
che sbadato :)

sonouncantastorie il 23/07/07 alle 11:07 via WEB
L'ho sempre detto. E' inutile scrivere cose nuove. Meglio copiare quelle vecchie che non hanno più il copyright e mandare quelle agli editori.

LaDonnaCamel il 23/07/07 alle 13:55 via WEB
Vedi sotto: sono allibita. Sono una ragazzetta ingenua, altro che la esse che balugina nel buio.

sonouncantastorie il 23/07/07 alle 16:25 via WEB
No, no, confermo la S spesso balugina anche di giorno :)

bluewillow il 23/07/07 alle 12:06 via WEB
suona tanto come una leggenda metropolitana in effetti, ma all'ignoranza non c'è mai fine!:)

LaDonnaCamel il 23/07/07 alle 13:56 via WEB
Mentre scrivevo questo post ti pensavo, son sicura che tu li avresti riconosciuti subito :)

Anonimo il 23/07/07 alle 13:12 via WEB
anche secondo me non li leggono. anche perché quando li leggono fan peggio: hai seguito la vicenda mazzucco-tolstoj-premiostrega? http://www.xantology.com/2007/02/21/letteratura-copincolla/ :D

LaDonnaCamel il 23/07/07 alle 13:59 via WEB
Non ne sapevo nulla, che trota che sono. Non c'è limite al peggio, bisogna che mi sveglio fuori un giorno di questi.

LaDonnaCamel il 23/07/07 alle 15:54 via WEB
Ma stralol! Ho visto che mi hai linkata da te, grazie e ancora lol :-)))

Anonimo il 23/07/07 alle 19:45 via WEB
massì, ed è anche da un po' che ti ho linkata con la tua essona fosforescente, bella! :D

Anonimo il 23/07/07 alle 15:19 via WEB
Vabbé, nel mio piccolo ricordo un racconto di Lansdale spacciato su ias dal fantasmagorico foobar (chi fu, poi?) e stroncato senza pietà da Stirner. :-D (barteliuz)

LaDonnaCamel il 23/07/07 alle 15:48 via WEB
E me lo ricordo pure io, me lo ricordo. Foobar era stato usato da tanti, non solo dalla cricca, era una cosa che a un certo punto ci era sfuggita di mano. Non ho mai saputo chi avesse pucciato l'esca, se è qui oggi si faccia avanti, ormai è andata in prescrizione, condono, indulto, insomma perdono ;) Che Stirner avesse stroncato Lansdale non mi stupisco. Pensa che conosco gente che ha definito "La notte del drive in" un libro qualsiasi da mettere nel mucchio, tante volte l'ignoranza fino a dove può arrivare! :)

sonouncantastorie il 23/07/07 alle 16:23 via WEB
Mi date qualche riferimento per trovarlo. No Stirner, il racconto.

bartelio il 23/07/07 alle 16:31 via WEB
"[VM18] Molto pulp, pure troppo."
Se cerchi con (l'odiato :-) google il titolo qui sopra, lo trovi. Trasmesso nel 2000. Non ricordo ora quale sia il titolo tradotto del racconto, ma è 100% Lansdale: sta in "Maneggiare con cura". :-)

sonouncantastorie il 23/07/07 alle 16:37 via WEB
No, non ho capito chi lo ha scritto. Però, Susanna tutta panna, in replica, ero io :)))

Anonimo il 23/07/07 alle 16:59 via WEB
era "Una serata al drive-in", ce lò qui sottomano ;)

Anonimo il 25/07/07 alle 23:44 via WEB
me lo ricordo pure io e i miei studi cabalistici sugli header dell'epoca portavano alla rana keroppi. o al venerandi? uno dei due.

Anonimo il 23/07/07 alle 15:50 via WEB
...ma che razza di NG frequenti, tu, oh batterio? :-D Zia B.

bartelio il 23/07/07 alle 16:16 via WEB
ho sempre frequentato posti poco raccomandabili.

sonouncantastorie il 23/07/07 alle 16:26 via WEB
In effetti, quel posto lì è poco raccomandabile. Cioè, da non raccomandare. le ragazze sono già tutte prese. Ma dico, si fa così? :)

Anonimo il 23/07/07 alle 15:51 via WEB
...Uh, adesso sto meglio, ma dici che anche io non esisto? sono aggggitatissima, ti prego, Donna Camèl, dammi una risposta! Ciao e te, dalla Becky

LaDonnaCamel il 23/07/07 alle 16:03 via WEB
Ma no, tu esisti.
Sono io che non esisto, difatti non mi stai leggendo, anche il blog non esiste. La devi smettere di mangiare la peperonata alla sera. :P

bartelio il 23/07/07 alle 16:17 via WEB
uh, la peperonata! :)

Anonimo il 27/07/07 alle 18:02 via WEB
questo invece lo lessi anni fa su Millelibri. Una giallista affermata, pure lei inglese, scopre che anche il suo giardiniere scrive: gialli, che non sono niente male. Puntualmente rifiutati. DEcide di mettere alla prova la propria casa editrice: inviando un suo manoscritto, ma firmato dal suo giardiniere, e un manoscritto del guardiniere, firmato da lei, e, prontamente accettato. remo

quelluomo il 28/07/07 alle 12:13 via WEB
ciao donna camel!

 

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