testata camel

Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Non mi so astenere dal partecipare a ogni tipo di gioco che riguarda la scrittura, che sia esercizio di stile o gabbia in cui racchiudere temi e contenuti (il bando dell'eds in fondo al testo). Come dirò in un commento, l'EDS per me è una scrittura facilitata, dammi una traccia stretta o un cordolo entro cui stare e mi fai felice: un po' come camminare sul rialzo, non lo facevi anche tu? Questa volta lo stimolo viene dal vecchio blog di Barbara Garlaschelli, è inutlle che lo cerchi perché non esiste più, è stato cancellato per errore un po' di anni fa. Ma Barbara continua la sua opera di animatrice in altri post, sul nuovo blog che si chiama Sdiario, sul profilo di facebook e sulla sua pagina dove dialoga con i suoi tantissimi affezionati lettori e anche in giro per il mondo, negli spettacoli  (chiamarli reading mi pare riduttivo) dove incontra il suo pubblico dal vivo. Edit 31 agosto 2017.

L'ascensore

C'erano Luigione, la Betta, la Tere, Ferro, Aldo, Geppo e io che non le sapevo le cose, ero sempre l'ultima a saperle.
Era tardo pomeriggio, le sei e mezza, forse le sette: quasi ora di tornare a casa, che alla sera mica si poteva stare fuori. Era estate, era ancora molto chiaro e faceva caldo. Dall'oratorio stavamo andando ai giardinetti nuovi, quelli che avevano ancora le panchine. Per meglio dire, la panchina. Le avevano appena messe, all'inizio erano attaccate a terra, avvitate, non so come. Ma subito due giorni dopo eranto state staccate, spostate. E adesso ne era rimasta una sola, intera. Il bello è che si poteva mettere all'ombra.

ascensore un racconto per barbara garlaschelli

Luigione era grandissimo, a parte che aveva due anni più di noi, cioè sedici compiuti quasi diciassette, era alto e buono che sembrava il gigante della Ferrero, ma questo voi non lo potete sapere, era in bianco e nero.
La Betta invece era piccola e chioccia, coi capelli corti e le unghie dei piedi pitturate, l'ho visto una volta che le avevano rubato una scarpa per dispetto e mi sembrava impossibile, mi sembrava mia madre.
La Tere era nuova, veniva dal sud e parlava che non si capiva, appena arrivata Ferro le aveva chiesto: ciao, sei nuova? come ti chiami? e lei: te-ré-ssa, ma con quelle e aperte e quella esse così esse che lui era rimasto male, le aveva risposto: Bè, sarà mica un segreto. Neanche a me m'interessa, se non me lo vuoi dire pace.
Ferro era magro e così alto che sembrava quasi gobbo, aveva i capelli rossi a cespuglio e le lentiggini, una pelle chiara chiara che diventava subito rossa a partire dalle orecchie, bastava un niente: bastava guardarlo. Una volta a una festa a casa sua l'avevo anche invitato a ballare e lui non voleva, si ritraeva. Ma poi l'avevo tenuto, era così magro che bastavo io anche se non ero tanto forte e gli era piaciuto, altrochè se gli era piaciuto, non mi mollava più.
E poi Aldo e Geppo che andavano sempre in coppia, non ne avevo mai visto uno alla volta, non so come mai. Dicevano sempre cose schifose e le altre s'incazzavano. Io no, non subito, solo dopo che me le avevano spiegate. E insomma quella volta lì per esempio dicevano che un tizio aveva messo l'accendino vicino al culo a un altro mentre faceva un fottoz e aveva preso fuoco, Luigione aveva detto per forza, è metano, il fottoz non è altro che metano. E mentre loro facevano le congetture di quel tizio che gli bruciavano i pantaloni se erano di nylon, e della madre che aveva chiamato i pompieri che aveva preso fuoco anche la tovaglia o le tende e nessuno ci credeva, nel frattempo eravamo arrivati alla panchina. E i ragazzi erano stati più svelti e si erano seduti tutti. La Betta si era messa in braccio a Luigione che filavano e lo sapevamo tutti, la Tere voleva stare in piedi e io non sapevo, ero anche stanca ma per terra non mi andava. Aldo mi aveva detto: dai, siediti qui in braccio a me e Geppo aveva sghignazzato: le fai l'ascensore? Io mi ero seduta e avevo chiesto: cos'è l'ascensore? Poi lui mi ha messo le mani intorno ai fianchi, si è appoggiato alla mia schiena e ho capito.

 

Il gioco si chiama "dammi una parola e ti scriverò un racconto", l'ha lanciato Barbara Garlaschelli sul suo blog e tra le regole bisognava postare un racconto con dentro la parola ascensore tra le 22 e le 23 del 30 giugno. Per una mia sfida ho cominciato a scriverlo alle 22:00 e ho finito alle 22:50, poi ho riletto, ho messo le maiuscole e ho postato: 22:56! Per onestà: il corsivo l'ho aggiuto dopo.

Gli altri racconti sul tema 'ascensore' qui (ho tolto i link, erano tutti su splinder, piattaforma che non esiste più, ma lascio i nomi:chi si riconosce lo dica!

Da un'idea di:

  • Bargara Garlaschelli
  • Enrico Gregori

Con la parola scelta da:

  • Cristina Bove

Partecipano:

  • Morena
  • Annalisa
  • Laura e Lory
  • Gea
  • Mario
  • Simone
  • Marissa

  • Stefano
  • Didò
  • Max
  • Gaetano

 

Commenti al Post: L'ascensore - un gioco per Barbara Garlaschelli



Anonimo il 30/06/08 alle 23:08 via WEB
:-))))

Anonimo il 30/06/08 alle 23:09 via WEB
anonimo ridente ero io, gea. talmente abituata ad essere loggata.. scusa. ne approfitto per ridere ancora un po' :-))))))))))))))))))))))))))))))

LaDonnaCamel il 30/06/08 alle 23:13 via WEB
Grazie gea, ora vado a leggere gli altri :)

Anonimo il 30/06/08 alle 23:28 via WEB
scomodo l'ascensore di geppo! meno male che lo hai nobilitato con il tuo racconto, come dire, peto-erotico. delizioso enrico gregori

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 00:12 via WEB
Grazie Enrico, peto-erotico non me l'aveva mai detto nessuno :)

Anonimo il 30/06/08 alle 23:46 via WEB
per averlo scritto in così poco tempo... :-)))))))) cri

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 00:13 via WEB
un gioco è un gioco, se no che gioco è? :)

Anonimo il 01/07/08 alle 00:42 via WEB
purtroppo o per fortuna il gigante della ferrero l'ho conosciuto. Anche i miei capelli sono bianchi e neri. Bel racconto Stefano

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 08:58 via WEB
Che, ci ho scritto Jo Condor? Grazie Stefano

Anonimo il 01/07/08 alle 07:54 via WEB
E' bellissimo. Mi è piaciuto la scrittura, e il racconto, mi avevi fatto dimenticare che si doveva parlare di ascensore, voelvo solo vedere come finiva. E all fine ho visto. Cioè, ho saputo. Ho riso, anche :-) Annalisa

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 09:05 via WEB
Sei troppo buona, la scrittura è poco accurata: composto nel corpo di una mail che dell'editor di libero non mi fido più e poi buttato dentro alla selavàlavà:)

Anonimo il 01/07/08 alle 08:52 via WEB
Mi mancano queste sfide ediessistiche :-) ma tu non hai perso per nulla lo smalto, brava come sempre :-)

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 09:08 via WEB
Il fatto è che non mi ricordavo, se no lo segnalavo prima: segui il blog di Barbara, questo è il primo di una serie, cimentati nel certame! (grazie:)

Anonimo il 01/07/08 alle 09:19 via WEB
Belloooo.... sarà stato anche scritto di fretta, ma quanta passione, quanto sangue vivo! Mi piace immaginarci una colonna sonora che va dai sud sound sistem alle negresse vertes

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 09:28 via WEB
Sangue vivo! Grazie, è il commento che ho sempre desiderato! (per la colonna sonora devo chiedere, nun zò. anche adesso sono sempre l'ultima a saperlo)

Anonimo il 01/07/08 alle 09:20 via WEB
Bravo fesso, ho dimenticato di firmarmi Simone

Anonimo il 01/07/08 alle 10:26 via WEB
embè :-))))) un finale sorprendente. i personaggi erano così veri che mi ero distratta e non ricordavo più l'argomento. poi, mi sono ricordata subito ;-)

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 11:10 via WEB
ah, capisco ;) Grazie Morena! (Ho visto che hai postato tutta la lista: te la scippo subito!)

Anonimo il 01/07/08 alle 10:28 via WEB
mi scuso. credevo uscisse la firma.. il commento precedente è mio. morena :-)

Anonimo il 01/07/08 alle 12:10 via WEB
ma che bello! Spiazzante. brava!!!

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 14:22 via WEB
Grazie, molto lieta di averti spiazzata.

Anonimo il 01/07/08 alle 12:12 via WEB
Il messaggio sopra è mio. Barbara

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 14:25 via WEB
Eh, sono l'unica o quasi fuori da splinder. Sarebbe bello integrare tutta la blogosfera con un unico login! magari nel web 3.0 sarà così, lo godranno i miei pronipoti :)

Anonimo il 01/07/08 alle 14:37 via WEB
proprio bello. ma tanto.

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 15:53 via WEB
grazie e grazie.

Anonimo il 01/07/08 alle 16:52 via WEB
E' proprio gustoso e fluente, fila via o giù ch'è un piacere, roba fresca: brava! MarioB.

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 17:24 via WEB
Grazie MarioB, sono davvero contenta

verbacollant il 01/07/08 alle 20:38 via WEB
della tua facilità e felicità di scrittura già so da tempo; invidio la tua capacità di scrivere a tema e di produrre non meri esercizi, ma storie; brava

LaDonnaCamel il 01/07/08 alle 20:55 via WEB
Ma che me stai a cojonà? Se c'è uno che ha facilità e felicità di scrittura sei tu. Io sono tirchia, trattenuta e pure un po' stitica, mi capita una volta ogni quasi mai di avere un momento di grazia e riuscire a secernere qualche grumo di parole. In questo la gabbia m'aiuta, argomento e tempo dato sono meri espedienti da dilettante che non sa controllare nè il mezzo nè il guidatore. Ma comunque, grazie e bacio :-*

verbacollant il 02/07/08 alle 17:46 via WEB
respingo l'accojonamento (su certi argomenti non mento mai) e accetto volentieri il bacio finale (mi dispongo con la bocca protesa a culo di gallina)

 

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