testata camel

Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Ne ho scritti un mazzetto, di questi pezzolini delle cose, mi divertivo a scriverli anche se son robe da poco. Li metto tutti insieme perchè non valgono un post uno a uno, ne faccio una saga. Poi mi piacciono i commenti di Camillo, c'è bisogno di qualcuno a cui importa quacheccosa, qualcuno che non ci guadagna a dir cose che non pensa eccetera: ne basta uno e non sarò più sola. Ah, non prendermi troppo alla lettera, è quasi sempre fiction. (Camillo dove sei? Mi manchi! edit 6 settembre 2017)

 

Ne ho scritti un mazzetto, di questi pezzolini delle cose, mi divertivo a scriverli anche se son robe da poco. Li metto tutti insieme perchè non valgono un post uno a uno, ne faccio una saga. Poi mi piacciono i commenti di Camillo, c'è bisogno di qualcuno a cui importa quacheccosa, qualcuno che non ci guadagna a dir cose che non pensa eccetera: ne basta uno e non sarò più sola. Ah, non prendermi troppo alla lettera, è quasi sempre fiction. (Camillo dove sei? Mi manchi! edit 6 settembre 2017)

 

Il giralce

A Camillo (fattelo bastare)

giralceNon ti è mai capitato di riutilizzare dopo qualche mese un oggetto che si usa a seconda della stagione, come un astuccio quando ricomincia la scuola? Io ne ho uno bizzarro, di stoffa gialla con una testa di animale imprecisato, una via di mezzo tra una giraffa e un alce, da qui: giralce.

Dentro ci tengo i soliti materiali di cancelleria: matite, gomme, temperino e fazzoletti di carta più qualche altra cosa, per esempio un cavallino di plastica. Ecco, del cavallino mica mi ricordavo, e quando mi è cascato in mano ho macinato un deja-vu di due chilometri (e questa è una citazione ci tengo a precisarlo) la sera calda che era già notte e quelle panche all'aperto e la birra e le zanzare e io maldestra che faccio cascare tre volte la bomboletta bianca dell'autan family, che non è molto efficace, lo so, non è come quello giallo che non lo fanno più perché doveva essere ben tossico ma fa niente, lui mi guarda e mi sorride come se fosse da lontano, dei ragazzi mi chiedono signora ce ne darebbe un po'? con tutti quegli alberi così alti e carichi di foglie e l'estate piena, le zanzare sono cattive quest'anno, sono zebrate ma le chiamano tigre e proprio sulla nostra panca il cavallino di plastica, minuscolo, due centimetri in tutto. Questo è per me, avevo pensato, lo prendo e lo metto via, dentro al giralce che avevo in borsetta per caso.
E la musica e le gambe stanche e lasciarsi andare una volta tanto, tenere il tempo e quasi ballare, e lui che in macchina mi abbracciava e mi metteva il naso nei capelli, ridevamo, mi diceva che buon profumino e ridevamo ancora dal profondo dell’anima, a sapere cos’è l’anima.
Poi basta, non ce ne sono stati altri di abbracci, mai più, niente più abbracci, risate poche e un cavallino minuscolo di plastica.

Commenti al Post: Le cose sono le cose è un titolo che mi piace

verbacollant il 20/10/08 alle 19:50 via WEB
commosso commossissimo per la dedica che mi porta per riflesso pavloviano a identificarmi nel giralce, nella zanzigre (zanzara-tigre), nel cavallastico (cavallino di plastica) e - perché no - nell'autossico (l'autan quello giallo di una volta) e dopo un pas de deux con l'animuccia che sappiamo essere immortale, mi congedo con un inchino, un abbraccio, e una risata, in ordine sparso perché ne voglio ancora e tante e non bastano mai, altroché!

LaDonnaCamel il 21/10/08 alle 13:09 via WEB
e grazie a te :-*
Rispondi

 

L'anello dell'ascolto

"Tu non ascolti mai quello che ti si dice!"
"Ma no, non è vero. "
"E invece è vero, fai finta di ascoltare ma poi ti dimentichi, non tieni conto. Quando non senti proprio, e allora dici che non capisci. Come? Cos'hai detto? Quante volte lo fai?"
"Ma dai, ma se ascoltare è il mio mestiere."
E invece aveva ragione lui. Ha ragione lui. Mi succede tante volte, con tante persone. O non capisco o non voglio capire. Ho la marmellata nelle orecchie. Ho il cemento armato, una rigidità costituzionale, una specie di osmosi inversa fortissima che mi fa respingere certi discorsi come se non avessi sentito proprio nulla.
"Devi fare così: comprati un anello o un braccialetto, oppure una collana, qualcosa di nuovo. Oppure anche di vecchio, non importa, basta che sia fuori dalle tue abitudini. Mettiti qualcosa di insolito e ogni volta che lo tocchi ti ricordi che devi ascoltare, ti ripeti devo ascoltare devo ascoltare... fino a che ti abitui e non devi più toccarlo per ricordarti di ascoltare".
Mah. Queste cose mi sanno tanto di condizionamento, non sono mica un cane con la bauscia. E poi son tre anni che non porto anelli, un motivo ci sarà. L'anello mancante.
Ma poi lo so come sono e se dico una cosa per spirito contraddittorio faccio il rovescio, delle volte anche il rovescio del rovescio. Così, per cattiveria o stupidera.
Sono andata a frugare tra i pochi ori che ho in casa e ho trovato un anello non mio. E' una fedina piatta in oro giallo, lavorata a sbalzo. Non è mia ma c'è dentro il mio nome, c'è una buona ragione. E' vecchissima, tanto queste cose qui non vanno mica a male.
Ecco, ho messo l'anello dell'ascolto: parla pure.


Commenti al Post: L'anello dell'ascolto

amicoMM il 17/04/12 alle 20:44 via WEB
Allora, io avevo una nonna che si chiamava come te: LaDonnaCamèl (anche l'accento sulla èl era uguale).
Un bel giorno è andata in pellegrinaggio - a piedi - da Piazzale Loreto al Ponte della Ghisolfa. Al ritorno, dopo quindici giorni, non trovava più l'anello. Era bello, l'anello: in oro giallo, lavorato a sbalzo...mah! misteri dei pellegrinaggi. :)

LaDonnaCamel il 18/04/12 alle 09:20 via WEB
Era un po' sorda anche lei, la nonna?

MaiMaturo il 18/04/12 alle 09:32 via WEB
Selettivamente sorda. Percepiva bisbigli a chilometri di distanza e "ignorava" discorsi fatti in sua presenza.

LaDonnaCamel il 18/04/12 alle 12:01 via WEB
Così "salta all'occhio" ma in qualche modo meno evidente lo facciamo tutti, è una forma di difesa anche l'attenzione selettiva. Credo.

MaiMaturo il 18/04/12 alle 12:11 via WEB
Come? Scusa, ero distratto ;)
Si scherza, neh!

Secondo me, credi giusto.

Corpo a corpo col telefonino

Dopo aver danneggiato il vetro della finestrella con i fili della colla nel tentativo, inutile peraltro, di fissare la cover in modo un po' più stabile che non cascasse a ogni telefonata, son riuscita anche a perdere il pirulino. Che già non era molto stabile di suo nemmeno lui, il pirulino intendo, e mi era caduto più di una volta. Tu forse non sai quanto può essere imbarazzante se ti cade il pirulino. In casa tua, vabbè, ti metti in ginocchio e con le mani tasti dappertutto finchè lo trovi e lo rimetti su. Ma fuori casa? Ti rendi conto di che tragedia è se ti cade il pirulino fuori casa? No, forse tu non ti rendi conto perché a te non ti cade mai. Bè, beato te. E così, a furia di cadere si era smollato e lo sanno tutti che un pirulino smollato vien giù più facilmente, fino a che un giorno della settimana scorsa non sono più riuscita a ritrovarlo, nemmeno in ginocchio, nemmeno palpando dappertutto faccia-a-terra: niente.

Azionare il telefono senza pirulino è difficilissimo, quasi impossibile: bisogna denudarlo della sua copertura e col dito cercare di agire su quel mozzicone che ne resta, quella cosa piccola piccola nel mezzo, quella dove di solito si va a innestare il pirulino vero, per capirci. Una cosa complicata che mica sempre riesce bene, difatti tutto questo mi aveva un po' depressa, mi aveva messa di malumore, ero triste e irritabile, sbuffavo, sospiravo, ogni tanto mi si riempivano gli occhi di lacrime.
Poi mi è capitato per caso di passare davanti a un negozio che in alto aveva scritto: CINA in grande e sotto, più piccolo, riparazioni telefonini. Stai a vedere che trovo un pirulino di ricambio, ho pensato. Detto fatto, quel ragazzotto mi ha cambiato tutta la cover e ora ho il pirulino nuovo.


Commenti al Post: Corpo a corpo col telefonino

Anonimo il 23/10/08 alle 14:37 via WEB
Come no, a me capita. il pirulino ammosciato, dico: una tragedia. I cinesi salveranno il mondo, altro che roba. bobboti

LaDonnaCamel il 23/10/08 alle 18:55 via WEB
:-)

verbacollant il 24/10/08 alle 13:12 via WEB
il pirulino è fenomenale (il de mauro non ne fa accenno, ma si sa, nessuno è perfetto) - punto due: quanto ti è costato cambiare la cover? no perché sai forse - dico forse - ti costava meno un cell nuovo.
Camillo.
PS: ti leggo ti leggo e ti leggo; sono per lo più assente giustificato ma ti leggo e mi fa piacere che.

LaDonnaCamel il 24/10/08 alle 14:06 via WEB
Camillo, guarda che tutte queste cose le ho scritte per te, e mi sono messa in testa di scriverne altre, tantissime altre: sentiti responsabile per tutto ciò! Tutto è stato scatenato dal tuo commento dell'altro giorno: ho pensato, stai a vedere che qualcuno che mi legge c'è, qualcuno a cui importa quacheccosa, qualcuno che non ci guadagna a dir cose che non pensa eccetera: ne basta uno e non sarò più sola. Ah, non prendermi troppo alla lettera, è quasi sempre fiction, i pirulini sono oggetti che si prestano ;)

verbacollant il 25/10/08 alle 18:45 via WEB
se la prima parte della tua replica non è fiction, questo è per me un bellissimo regalo (nella hit parade odierna secondo solo alle acciughe ripiene di mezzogiorno - ma quelle le ho pagate)

LaDonnaCamel il 26/10/08 alle 13:10 via WEB
Nei commenti reality nei post fiction, son mejo de la tuvvù! ;)

Anonimo il 24/10/08 alle 14:05 via WEB
viva i pirulini e abbasso i piruloni come quelli che ho recentemente distrutto nel mio, e che mi han detto costare ex novo sui 15 euro: e mi hai dato l'idea di andar dai cinesi pure io, anzi magari ci andiamo la prossima volta che vengo su? malv

LaDonnaCamel il 24/10/08 alle 14:08 via WEB
Ti ci porto io dal mio spacciatore di pirulini, vedrai che cina!

Sarò per te coltello

Mi chiedono dov'è il silkepil, che se non lo sai è un apparecchio per levare i peli. Il nostro è un modello molto evoluto con tante testoline intercambiabili: strappa, taglia, stira e ammira. Perchè noi in questa casa non usiamo rasoi manuali mono, bi, tri tendente a n-lama che, per inciso, ho letto un po' di tempo fa su l'internazionale.it che gli specialisti dell'economist usando una curva paretiana avevano stimato che il rasoio a 14 lame dovrebbe arrivare sul mercato nel 2100, cos'è la curva paretiana non c'è bisogno che te lo dica dato che ti fai la barba una volta alla settimana come me e basta vedere le bacheche blindate con vetri antiproiettile dove al supermercato tengono le lame di ricambio per farsi un'idea del giro d'affari del settore, non voglio riferire la fonte della soffiata ma ho saputo che i tagli alle lame non previsti da un gruppo di speculatori senza scrupoli sull'immenso mercato cinese sono in parte responsabili del crollo delle borse internazionali, quelli non hanno la barba ma il pelo sullo stomaco. Chiudo la parentesi (che, al contrario di questa, avevo aperto solo metaforicamente) e mi scuso per la divagazione per tornare all'elettroepilatore: prima lo usavo solo io, che le altre ragazze di questa casa avevano paura che facesse troppo male e spalmavano la crema disintegrante, ma poi sono maturate e sono diventate molto coraggiose o forse hanno messo fuori legge la crema in quanto vietata dalla convenzione di Ginevra, non mi ricordo com'è andata, so solo che per alleggerire il bruciore mettevano preventivamente tutti quanti gli appositi accessori nel freezer, poi mettevano solo la gamba nel freezer e alla fine bastava una cocacola e via, purché in lattina. A un certo punto hanno cominciato a usarlo anche i ragazzi di casa. Tranquillo, non con l’accessorio che strappa con le mille pinzette e nemmeno con quello per principianti che strappa più piano con solo cento pinzette che fa un po' meno male ma dura molto molto di più: i maschi, che come tutti sanno non sono capaci di sopportare il dolore ancorché leggerissimo, usano l'altro che taglia il pelo così com'è, zac. Insomma, esclusi i gatti qui lo usano tutti e lo lasciano in giro, per questo mi chiedono dov'è il silkepil.

Commenti al Post: Sarò per te coltello


magdalene57 il 24/10/08 alle 23:04 via WEB
divertentissima!!

LaDonnaCamel il 24/10/08 alle 23:31 via WEB
Grazie!

verbacollant il 25/10/08 alle 18:57 via WEB
non so se potrà farti piacere, ma conosci la mia incontinentia verborum (dubbio sintattico) per cui azzardo: la tua serie "Le cose sono le cose" è in qualche maniera paragonabile (per ironia, contenuto, lessico, valentia) a "io e cecilia" del Maestro; detto ciò aggiungo che in ognuno di questi pezzacci colgo una rincorsa al superamento del precedente, e la cosa non può che rallegrarmi come lettore e lusingarmi come spingitore di cammellesse.
Cammillo.

LaDonnaCamel il 26/10/08 alle 13:13 via WEB
Camillo! Questa cosa... questa cosa delle cose... questa cosa che mi dici mi... mi... ah! (sviene)

Anonimo il 26/10/08 alle 17:57 via WEB
il suo corpo inerte viene portato via dalla scena da due energumeni assunti per collaborazione coordinata e continuativa; sipario; popcorn aranciate birraaaa.
Camillooooo.

LaDonnaCamel il 27/10/08 alle 17:16 via WEB
Eppur si muove. Uno al giorno esclusi festivi, prefestivi e santo patrono. Basta una riga, anche meno. Grazie Camillo!

 

Caffé e caffettiere

 

faemina caffè e caffettiere della nonnaMia nonna era una vera rompicoglioni, inutile fare giri di parole. Aveva sempre ragione lei, sapeva sempre tutto di tutto, era una tuttologa, diremmo oggi. Venivano apposta da lontano per chiederle consiglio. Anzi, più lontano erano e meglio era. Non intendo geograficamente, che una volta la lontananza spaziale implicava anche una quasi totale mancanza di comunicazione, intendo lontana parentela o affinità o semplice conoscenza occasionale. La persona incontrata sul tram a cui aveva dato un rapido consiglio non richiesto l’apprezzava di più dei suoi stretti familiari che di consigli non richiesti ne potevano avere a volontà, anche tutti i giorni.
Mia nonna sapeva fare le cose meglio di chiunque altro e questo era un dato di fatto, una realtà oggettiva, ammesso che ne esista una. La casa di mia nonna era la più pulita non dico di Milano, non dico d’Italia o d’Europa: la casa di mia nonna era la più pulita della Galassia, e questo assioma era inconfutabile sia dialetticamente che sperimentalmente, visto che ancora nessuno era andato in qualche altra galassia a verificare. (Ora mi domando con sgomento come ho potuto, alle volte, identificarmi con lei, visto come tengo io la casa. Che bestemmia!)
Nessun essere vivente sapeva stirare come lei, gli androidi stiratori non essendo ancora stati prodotti dalla rudimentale tecnologia degli anni sessanta. Aveva inventato un metodo per la piegatura dei fazzoletti che faceva risparmiare sette operazioni su venti, pari a una media di 96 secondi a fazzoletto e si era rifiutata di brevettarlo, preferendo invece darne ampia diffusione presso tutte le persone di genere femminile di sua conoscenza e oltre, di modo che il passaparola alleviasse almeno in parte le pene dell’altra metà del cielo. Mi ricordo ancora la pazienza con cui indottrinava ogni stiratrice che le capitava accidentalmente a tiro, spiegandole punto per punto la sequenza delle operazioni, e l'espressione attonita delle sue allieve che non potevano esimersi dal riconoscere l’efficienza della procedura.
E qui mi devo fermare un attimo per fare una pubblica confessione e pure un mea culpa. Lo faccio perché un improvviso sbalzo di tensione ha fatto saltare la corrente e ha cancellato tutto il testo che avevo già scritto su mia nonna, tre cartelle circa, e non avevo ancora salvato. Ora non mi ricordo più quasi niente di quello che stavo scrivendo eccetto la prima parte che avevo abbozzato in tram (scusa nonnina) e anche se d'ora in poi salverò a ogni parola (ti voglio bene nonnina cara) mi è venuta una strana paura, mi sudano le mani e mi sento un po’ in colpa pensando a come, delle volte, stiro i miei rari fazzoletti (avevi ragione tu, nonna, davvero).
Perché tutto questo, questo post intendo, oltre che alla gloria di mia nonna, era stato scritto per parlare del suo straordinario caffé, della sua ancora più straordinaria macchinetta che a mia volta avevo ereditato e usato per molti anni, qualcuno dei miei piccoli lettori lo sa. E insomma, visto che c’è anche il temporale e i tuoni tuonano e i fulmini fulminano e il computer mi serve per lavorare e non ho i soldi per comprarmene un altro, credo che scriverò questa fiction sul caffé un’altra volta (fa la brava, nonna, ho due figli che vanno ancora a scuola!).
Magari aspetto che spiova ;)


Commenti al Post: Caffé e caffettiere

quelluomo il 04/11/08 alle 18:53 via WEB
ha spiovuto?

Anonimo il 04/11/08 alle 19:07 via WEB
ancora no: ce l'hai l'ombrello? ;)

quelluomo il 04/11/08 alle 23:24 via WEB
guarda che li leggo i tuoi post...non ci tengo ad ingrossare le fila della tua personale collezione...e visto il tempo, non venirmi a dire che la gente se ne va da casa tua sempre con il sole...

LaDonnaCamel il 05/11/08 alle 09:30 via WEB
Dai sù, ti ho scritto che ti accoglierò a braccia aperte col sole e con la pioggia e questo è sempre valido. La gente viene e va con la pioggia col sole con le nuovole la nebbia la grandine e col tempo incerto, quello che importa non sono gli ombrelli perduti o trovati (Mi sembra di parlare come un capo indiano, Augh!)

quelluomo il 05/11/08 alle 15:51 via WEB
passami il kalomè della pace. prima caricalo bene, però!

LaDonnaCamel il 05/11/08 alle 21:02 via WEB
va bene, lo carico, lo carico dabbestia!

Anonimo il 04/11/08 alle 20:07 via WEB
incomincio ad avere una crisi d'identità... tu che prima d'essere una cammella eri la mia madrina, dici che devo leggere il Messaggio N°324 sul tuo blog oppure le note di Oggi alle 18.16 sul tuo (come si dice?) facebook? no, tanto per sapere perché la vita è breve e bisogna darsi delle priorità :-|
Camillo
PS: accidenti a Charles Babbage!

LaDonnaCamel il 05/11/08 alle 09:32 via WEB
Non sappia la destra cosa fa la sinistra.

Tapiroulant il 06/11/08 alle 20:48 via WEB
Poteva fare l'imprenditrice.

Anonimo il 06/11/08 alle 20:57 via WEB
o il presidente del consiglio :D

Tapiroulant il 06/11/08 alle 22:29 via WEB
Anche, anche xD

 

La televisiun la gà una forsa de leun

 

 

L'altra sera ho visto una pubblicità bellissima alla televisione e ho subito pensato: lo voglio lo voglio!
Il fatto è che io sono molto vulnerabile alle pubblicità perché guardo solo che tempo che fa , sono almeno tre anni che non guardo niente altro, circa tre ore di televisione alla settimana, sono praticamente disintossicata. Come uno che fuma una o due sigarette al mese, hai mai provato? ti gira la testa da sballo anche solo col tabacco. Così ogni pubblicità che mettono nell'intervallo della trasmissione a vederla una volta sola mi diventa interessante come un film, che quasi spiace andare a fare la pipì, se scappa, o a bere, perché ti sembra di perderti qualcosa.
Allora, in questa bellissima pubblicità c'era la Filippa che mostrava un fantastico robottino per pulire per terra, una specie di disco aspirapolvere con i sensori che tu lo sguinzagli in casa e fa tutto da solo, compreso andare a ricaricarsi le batterie quando è stanco. Ecco, questa è una di quelle cose che avrei sempre voluto che fosse vera, un desiderio antico e impossibile, un sogno proibito. E' perché avevo letto una storia simile su Topolino, era qualcosa come una casa autopulente, che aveva tutta una serie di dispositivi fantascientifici come mani che uscivano dal muro con le molle che ti rifacevano il letto, lavavano e stiravano la biancheria e robottini pulitori tali e quali quello della pubblicità. Paperino grazie a un colpo di fortuna riusciva a vivere in quella casa per un po' ma poi finiva male, in un modo o nell'altro ne aveva un danno come al solito.
Io non pensavo si potesse costruire veramente una cosa come quella e invece deve essere già un po' che sono in commercio perché se metti la stringa "robot aspirapolvere" su google viene fuori una caterva di siti e cataloghi e test di confronto che di modelli e di produttori ce ne sono ormai un bel numero, il tutto per qualche cento euro, neanche una cifra impossibile. Poi non lo so come potrebbe andare nella realtà, che già ho i gatti che a lasciar la porta aperta un attimo scappano fuori, me la immagino la vicina di sotto che mi fa la paternale davanti all'ascensore, signora lei il suo robottino non può lasciarlo andare in giro per le scale, io il mio lo tengo in casa. Embè? io lascio liberi gli animali le persone e le piante, che mi dispiace perfino legare il gelsomino, potrò pure tenere il mio robottino come mi pare? Tanto quando si scarica torna, c'è scritto anche nelle caratteristiche tecniche.
E se non tornasse?
Se non tornasse vorrebbe dire che era un modello difettoso, tanto meglio così.


Commenti al Post: La televisiun la ga una forsa de leun...

charquai67 il 25/11/08 alle 10:32 via WEB
la pubblicità è menzogna, ma la menzogna scorre dolce giù per il gargarozzo...altrimenti a che servirebbe?

LaDonnaCamel il 01/12/08 alle 16:28 via WEB
e poi questa è fiction.

Tapiroulant il 30/11/08 alle 13:55 via WEB
Eh ma c'è un problema, se non torna non puoi fartelo cambiare in negozio con uno funzionante e ci hai smenato un sacco di soldi...

LaDonnaCamel il 01/12/08 alle 16:29 via WEB
il denaro non fa la felicità ma il profumo della vita.

Tapiroulant il 02/12/08 alle 10:25 via WEB
Sagge parole...

 

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