testata camel

Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Ho messo insieme tre post prendendo il testo da uno, la foto da un secondo e la didascalia da un terzo: sono stati scritti nel giro di pochi giorni, va bene lo stesso. edit 16 settembre 2017

Stamattina dopo tanto tempo ho preso su la bici e sono andata a farmi un giro. Vediamo se hanno tolto l'interruzione alla pista ciclabile della Martesana. Pian pianino, che non sono più abituata, sono andata a controllare e sì, evviva, si può passare sotto i ponti della ferrovia, finalmente.
A quell'ora, le nove e mezza, la pista era quasi tutta all'ombra, poca gente in giro, una meraviglia. Sono arrivata abbastanza presto allo slargo dove c'è una specie di anfiteatro in muratura, c'ero stata solo un paio di volte ma a piedi e non ero andata mai oltre. Chissà cosa c'è dopo. Avanti miei prodi, andiamo all'esplorazione.

Il lungo-canale è proprio bello, da una parte vecchie case basse coi portoni di legno che sembra campagna e dall'altra giardini e alberi che si inchinano sull'acqua, lampioncini ricurvi e per terra mattonelle eleganti, sembra il Quai della Senna, a esagerare. Ho pedalato fino a Crescenzago, che non è un paese diverso da Milano ma un quartiere, e dopo una piazzetta la pista continuava ancora, chissà fino a dove. Fermi al semaforo c'erano due ciclisti tutti vestiti da ciclisti che venivano dalla direzione opposta:
"Scusate, ho chiesto, fin dove arriva la pista ciclabile?"
"Fino a Bergamo!" ha risposto uno dei due.
"A Bergamo? Davvero?"
"Certo! Io è da lì che arrivo, son quaranta chilometri." ha detto, guardando uno strumento che aveva attaccato alla bici.
"Ma è tutta ciclabile?"
"E' ciclabile fino a Trezzo, segue tutta la Martesana. Comincia a Trezzo d'Adda e arriva fino a Milano. La prima volta che ci sono venuto sono arrivato in fondo e ho letto Via Melchiorre Gioia, và che sono arrivato a Milano. Ogni anno a ferragosto mi faccio una pedalata fino a Piazza Duomo".
Abbiamo chiacchierato ancora un po' e dopo loro si sono avviati e io mi sono seduta su una panchina a riposare. Domani vado fino alla Gobba, ma adesso è meglio tornare indietro, poco alla volta che se no mi spacco le gambe, ma soprattutto il culo.
Al ritorno mi è sembrato più facile, ci deve essere una leggera discesa difatti l'acqua va verso casa mia, per forza deve essere in discesa. Mentre ero immersa in queste elucubrazioni idrografiche mi sento salutare forte: "Buongiorno signora!". Un ciclista vestito da ciclista. Ha fatto presto se è andato in piazza Duomo e ritorno, ho pensato, saran passati venti minuti si e no.
"Buongiorno!" ho risposto tirando avanti.
"Ma non si ferma neanche?" mi ha gridato dietro lui. Mi fermo e mi volto, ma cosa vuole questo qui?
Mi raggiunge e mi fa:"Noi ci siamo già visti, sa?"
"Poco fa?" rispondo incerta.
"L'ho vista passare, ci siamo incrociati due volte! Posso accompagnarla?"
Minkia, un rimorchio.
"Va bene, ma guardi che io vado piano, ho tirato fuori la bici oggi per la prima volta quest'anno."
E sono andata avanti. Lui mi stava a ruota e tentava una conversazione, era passato disinvoltamente al tu. Mi veniva da ridere, ma ti pare che si rimorchia in bicicletta? Non lo sapevo. E comunque non l'ho nemmeno visto in faccia, son fatta così.
Dopo un po', forse stufo delle mie risposte laconiche, passa all'attacco diretto:"Ti accompagno fin sotto casa?"
"No, è meglio di no. E poi non vado a casa, vado a trovare mia mamma". Meno male che si è rassegnato subito. Che storia.
Appena a casa, prima ancora di fare la doccia ho raccontato tutto alla Marti. "Mamma, come sei ingenua" mi ha detto.
Eh.

 

pedalare

Dentro il granoturco ho visto due uomini e un fantasma che seguivano un mulo. Sulla mia testa, sopra il campo di granoturco, volteggiavano cornacchie.

Commenti al Post: Pedalare: grandi imprese ciclissiche



bartelio il 18/08/09 alle 03:00 via WEB
E ricordati di non uscire dal sentiero, di andare filata alla casa della nonna e soprattutto di non parlare ai ciclisti. Gnam!

LaDonnaCamel il 18/08/09 alle 11:46 via WEB
Eh, averlo saputo prima...

Eleonora il 26/08/09 alle 17:38 via WEB
fino a Bergamo? quasi quasi vado a farmela tutta.. :) poi se in bicicletta si rimorchia così...sono a posto ;D un abbraccio

LaDonnaCamel il 26/08/09 alle 18:21 via WEB
Tutti a Bergamo, tutti a Bergamo! Ne vale la pena sai? è un posto molto ospitale :)

LaDonnaCamel il 26/08/09 alle 12:34 via WEB
A Bergamo non so, è un bel pezzolone! Ma domenica sono andata fino a Gorgonzola, 37 chilometri in tutto. L'importante è non saperlo prima, buttarsi e poi quando è fatta è fatta :-)

enrico gregori il 19/08/09 alle 13:45 via WEB
urge cambiare spacciatore :-)

LaDonnaCamel il 20/08/09 alle 17:08 via WEB
Al contrario! :)

molinaro il 21/08/09 alle 07:41 via WEB
Nel granoturco alto succede di tutto! Ciao!

LaDonnaCamel il 21/08/09 alle 14:37 via WEB
Cose dell'altro mondo! Ciao Carlo, ti leggo sempre anche se non lascio commenti.

bartelio il 21/08/09 alle 11:57 via WEB
Secondo me è il solleone. O forse i fichi e la mancanza d'acqua. :D

LaDonnaCamel il 21/08/09 alle 14:38 via WEB
Il fico, è proprio lui! :D

 

 

 

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