testata camel

Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Il palombaro parla con voce metallica
attraverso il suo casco
di vetro spesso e ferro.
Dice di che colore sono le tue
ma dal casco escono gracchiando
frasi diverse come
è aumentato il biglietto del tram e anche
la mostra del novecento è
vorrei rispondere
sono rosa madreperlate
ma annuisco
piego la testa e gli sorrido
potrei dire qualsiasi colore
che tanto non saprebbe sentire.

 

Il palombaro amò una sirena
era una donna che non aveva piedi
ma una coda che puzzava di pesce
una storia complicata c'era scritto
la sirena e l'umano
non hanno lo stesso respiro.

Lui cammina sul fondo
coi suoi piedi di piombo
il vetro stretto e spesso
del suo casco di ferro
lo scafandro non si piega
se gira la testa vede
solo la vernice rossa
che è stata spruzzata negli anni
contro la ruggine
la nostalgia e la puzza di pesce.

Era una notte di stelle cadenti
sul bagnasciuga il palombaro non ebbe paura
le mise in mano una chiave da sedici
lei fece girare i bulloni.
Lo vuoi? gli disse in mezzo alle bolle.
Una volta, una volta soltanto
rispose, una volta e poi più.
Lei disse però
solo una volta io muoio
lui disse lo so.
L'acqua entrò dentro al casco.

Danzava l'omino con la sirena
lo scafandro piegato su uno scoglio
la coda buttata sul tappeto
le stelle striavano il mare
anche con gli occhi chiusi
le potevano vedere
danzarono tutta la notte
senza respirare.

L'alba la sciolse in schiuma di mare.

Il palombaro si è fatto saldare i bulloni
cammina coi piedi di piombo
non gira la testa
la voce gracchiante
mi dice qualcosa
ma quello che ha detto
non posso saperlo
con quello scafandro
col vetro davanti
non vedo nemmeno la faccia che fa.


Commenti al Post:

Poesia del palombaro per celebrare il post 500 del vecchio blog


MM il 12/10/11 alle 21:47 via WEB
Complimenti! Altri 1000 di questi 500 post! Trovo questa poesia molto musicale. Non so il perchè, ma me la immagino cantata da De Gregori.

LaDonnaCamel il 13/10/11 alle 09:00 via WEB
Ma grazie, troppo buono, davvero! A me invece m'è venuto in mente Rocco Tanica quando fa Ivano Fossati: mi sa che ci ho messo troppe rime con mmmmare :D

simurgh2 il 13/10/11 alle 11:02 via WEB
Ma che bea fiastroca, bea davvero!
Era un po che non passavo
Quasi quasi, se me la presti la riposto da me che mi vien da dargli il premio come il best d'autunno
Ripasso con calma
E' un buon cinquecento ragazza, questo qua

LaDonnaCamel il 13/10/11 alle 14:30 via WEB
Massì che te la presto, mi fa piacere. E grazie.

Dario il 13/10/11 alle 17:47 via WEB
"Una volta, una volta soltanto rispose, una volta e poi più." :-)

LaDonnaCamel il 13/10/11 alle 18:14 via WEB
Cito e metacito :-)

sere85.s il 15/10/11 alle 14:27 via WEB
Ma che bella. :-)

LaDonnaCamel il 15/10/11 alle 19:08 via WEB
Ma grazie! :-)

 

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