testata camel

Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Anche questa volta ho preferito mettere prima il racconto e poi l'esercizio di scrittura che lo giustifica, in questo caso si chiede di adottare un punto di vista speciale, vale a dire la prima persona plurale. Scrivere come "noi" non è tanto comune e nemmeno facilissimo, ma chi ha detto che a noi piacciono le cose facili? ;-)

 

giovani scrittori

Solo due parole sul naufragio della "Concordia" perché ci è capitato di ormeggiare proprio in quel piccolo specchio di mare, qualche anno fa, nell'ultima crociera sulla nostra barchetta - che per una strana fatalità ha trovato un destino simile in altre secche, ma questa è un'altra storia: delle volte non è abbastanza profondo il mare.
Avevamo passato la giornata davanti a una spiaggia vicino al porto, non ci avevano lasciato entrare nemmeno per poggiare un piede a terra: era agosto, era pieno, era dappertutto così. Il bagnasciuga brulicava di turisti color aragosta, il frastuono arrivava fino a noi. L'acqua era calda e limpida e rifletteva quello spicchio di cielo come in pochi altri posti al mondo.

Per la notte ci eravamo cercati una caletta riparata, a poca distanza, ma era cambiato il vento e come spesso succede, avevamo dovuto alzarci in mutande, mezzo addormentati, avevamo dovuto tirar su l'ancora e andare via. Noi marinai siamo abituati a quel mare buio che si muove anche di notte e non sta fermo mai, si dorme sempre con un orecchio solo e l'altro è pronto a saltar fuori in qualsiasi momento.
In quell'estate era successo molte volte: al Giglio, a Giannutri, a Capraia, a Saint Florent. Non c'era un posto in banchina, il tempo era cattivo e nessuno usciva. Noi uscivamo - delle volte per noia, a caso. Delle altre per forza: di notte.
E così quella notte. Prima un fruscìo, le raffiche che spazzolano la rada e fanno tintinnare ogni cosa che si muove. Poi il primo strattone. La barca si sposta lateralmente facendo perno sull'ancora, è un movimento naturale sull'arco di cerchio della lunghezza della catena, a un certo punto si ferma e torna indietro, anche questo è naturale. Nel sonno registriamo le scossette, ci cullano: i rumori di quando va tutto bene sono la nostra ninna nanna.
Basta uno strappo anomalo però e apriamo gli occhi, al secondo siamo fuori in coperta, al terzo ai nostri posti col motore acceso.
Tiriamo su l'ancora che ha smesso di tenere, proviamo di nuovo un po' più sotto ma già lo sappiamo cosa ci aspetta. La costa è ripida, il fondale di sassi, il vento laterale. Lo facciamo per abitudine, anche per pigrizia. È una bella rottura, chi ha voglia di andare a prendere secchiate di acqua in faccia, nel buio? Ma è in mare aperto che dobbiamo andare a cercare la nostra sicurezza.
Giusto il tempo di infilare la cerata, l'ancora ara di nuovo, la barca si traversa, gli scogli sono sempre più vicini, gli si vede il bianco degli occhi pure se è buio.
Ci guardiamo: solo un gesto: via, via. Il motore è già acceso, salpiamo l'ancora, giriamo la prua verso Porto Santo Stefano, impostiamo l'autopilota. Non stiamo lì a pensarci troppo, tutte queste operazioni sono automatiche, sono il frutto di anni e anni di esperienza e anche di scuola. Quando i pischelli eravamo noi dovevamo concentrarci su ogni gesto, ogni nodo, ogni manovra. Che noia tornare cento volte a recuperare quel salvagente legato al secchio che l'istruttore ci buttava in acqua da dietro le spalle, quando non guardavamo, sussurrando "uomo a mare" e chi sentiva sentiva - chi non sentiva era fuori. Che barba gli otto stretti intorno ai gavitelli in mezzo al canale, le prese di banchina a cala Francese - sempre troppo corte, meno male!, gli ancoraggi a Stintino dell'orso, che nemmeno esiste più.
Quando sarete fuori sulle vostre barche non ci sarà nessuno a salvarvi il culo, a dirvi cosa fare, ci dicevano. Avrete fatto qualche cazzata credendovi fichi, vi sarete messi in mostra sottovalutando i pericoli, non dite di no, lo farete perché tutti lo fanno, l'abbiamo fatto noi e lo farete anche voi. Quando sarete nella merda non capirete più un cazzo, andrete nel pallone e non sarete in grado di prendere decisioni, per questo adesso dovete esercitarvi fino a che queste manovre vi siano diventate istintive come pulirvi il culo dopo aver cacato. Erano sboccati i nostri maestri, ma anche questo aveva il suo senso, sottolineava l'urgenza del mare che non può - o non vuole - aspettare i nostri comodi. Andar per mare non è uno sport per signorine, dicevano, non è nemmeno uno sport.
Abbiamo fatto i fichi e non una volta sola. Avevano ragione. Se ci ha dato bene è stato per fortuna, o grazie all'istinto conquistato a furia di ripetere i gesti o per tutte e due le cose e adesso teniamo giù la testa che non si sa mai.
Fuori il vento si è steso, il mare non è nemmeno troppo mosso. Alziamo l'olimpico e la randa ridotta, meglio stare dalla parte della ragione. Spegniamo il motore. Il cielo davanti a noi si colora di rosa, là in fondo si comincia a vedere il profilo della costa nera.
Noi dormiremo dopo, al sicuro.
I bambini, in cuccetta, non si svegliano neanche.

 

 

Commenti al Post: E quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo

 


MaiMaturo il 16/01/12 alle 17:49 via WEB
Bello! Bello! Mi sembra di esserci anch'io, su quella barca. Sveglio. Grazie LDC!

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 22:54 via WEB
Grazie a te (anche per la doppia partecipazione;)

lillina il 16/01/12 alle 18:19 via WEB
Bello, parli della vita di mare con molta padronanza passione o vai in barca?

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 22:56 via WEB
La donna camèl racconta cento storie più una: qual è quella vera? Quella dove racconta che racconta cento storie più una ;) Grazie Lillina

Hombre il 16/01/12 alle 18:36 via WEB
...gli scogli sono sempre più vicini, gli si vede il bianco degli occhi pure se è buio. voto questa come perla, e la chiusa che ti sbatte in faccia l'innocenza e la beata ignoranza dei bimbi... quante cose che per fortuna non sanno. Non subito, almeno.

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 22:57 via WEB
ma le sapranno, pure meglio di noi. Grazie Hombre.

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 23:28 via WEB
Il bianco degli occhi ci sembra di vederlo davvero, ma è la schiuma delle onde che si frangono ;)


giodoc il 16/01/12 alle 18:55 via WEB
Non la bellezza, che altri hanno meglio celebrato. Quel che voglio lodare, di questo EDS (imparo in fretta :-)), il paletto ulteriore che ti sei posizionata e che brillantemente hai superato: l'attualità. Complimenti.

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 23:02 via WEB
Grazie Giodoc, mi è toccato di farlo per ripiego: avevo iniziato un racconto sugli amanti che non possono mai dire noi, una bella storiaccia di sesso segreto ma ho letto il racconto di Cielo e ho dovuto lasciar stare. Allora mi sono buttata sul surreale, volevo scrivere dell'anatomia umana spiegata ai marziani, ma ho letto il racconto di Hombre e ho stracciato il foglio stizzita. Insomma, è andata così. E grazie.

melusina il 16/01/12 alle 19:51 via WEB
Non ti sto a dire quanto ti invidio: tu, milanese e lupo di mare, io, una veneziana che vomita anche sul pedalò :( Comunque il bianco degli occhi degli scogli l'ho notato subito anche io. Forse è un vostro lessico familiare, ma in ogni caso rende l'idea. Quel bianco ha qualcosa di spettrale e minaccioso, è tutt'altro che una battuta di alleggerimento.

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 23:06 via WEB
Grazie melusina, sono tutta una serie di animali, lupo e cammella, a volte pavone a volte gallina ma il mio primo nome era moby dick ;)

Dario il 21/01/12 alle 16:05 via WEB
Sembri nata dalle mie parti :-P

LaDonnaCamel il 22/01/12 alle 10:17 via WEB
E magari! Una bella normanna alta e fiera :-)

Anche questa volta ho preferito mettere prima il racconto e poi l'esercizio di scrittura che lo giustifica, in questo caso si chiede di adottare un punto di vista speciale, vale a dire la prima persona plurale. Scrivere come "noi" non è tanto comune e nemmeno facilissimo, ma chi ha detto che a noi piacciono le cose facili? ;-)

 

giovani scrittori

Solo due parole sul naufragio della "Concordia" perché ci è capitato di ormeggiare proprio in quel piccolo specchio di mare, qualche anno fa, nell'ultima crociera sulla nostra barchetta - che per una strana fatalità ha trovato un destino simile in altre secche, ma questa è un'altra storia: delle volte non è abbastanza profondo il mare.
Avevamo passato la giornata davanti a una spiaggia vicino al porto, non ci avevano lasciato entrare nemmeno per poggiare un piede a terra: era agosto, era pieno, era dappertutto così. Il bagnasciuga brulicava di turisti color aragosta, il frastuono arrivava fino a noi. L'acqua era calda e limpida e rifletteva quello spicchio di cielo come in pochi altri posti al mondo.

Per la notte ci eravamo cercati una caletta riparata, a poca distanza, ma era cambiato il vento e come spesso succede, avevamo dovuto alzarci in mutande, mezzo addormentati, avevamo dovuto tirar su l'ancora e andare via. Noi marinai siamo abituati a quel mare buio che si muove anche di notte e non sta fermo mai, si dorme sempre con un orecchio solo e l'altro è pronto a saltar fuori in qualsiasi momento.
In quell'estate era successo molte volte: al Giglio, a Giannutri, a Capraia, a Saint Florent. Non c'era un posto in banchina, il tempo era cattivo e nessuno usciva. Noi uscivamo - delle volte per noia, a caso. Delle altre per forza: di notte.
E così quella notte. Prima un fruscìo, le raffiche che spazzolano la rada e fanno tintinnare ogni cosa che si muove. Poi il primo strattone. La barca si sposta lateralmente facendo perno sull'ancora, è un movimento naturale sull'arco di cerchio della lunghezza della catena, a un certo punto si ferma e torna indietro, anche questo è naturale. Nel sonno registriamo le scossette, ci cullano: i rumori di quando va tutto bene sono la nostra ninna nanna.
Basta uno strappo anomalo però e apriamo gli occhi, al secondo siamo fuori in coperta, al terzo ai nostri posti col motore acceso.
Tiriamo su l'ancora che ha smesso di tenere, proviamo di nuovo un po' più sotto ma già lo sappiamo cosa ci aspetta. La costa è ripida, il fondale di sassi, il vento laterale. Lo facciamo per abitudine, anche per pigrizia. È una bella rottura, chi ha voglia di andare a prendere secchiate di acqua in faccia, nel buio? Ma è in mare aperto che dobbiamo andare a cercare la nostra sicurezza.
Giusto il tempo di infilare la cerata, l'ancora ara di nuovo, la barca si traversa, gli scogli sono sempre più vicini, gli si vede il bianco degli occhi pure se è buio.
Ci guardiamo: solo un gesto: via, via. Il motore è già acceso, salpiamo l'ancora, giriamo la prua verso Porto Santo Stefano, impostiamo l'autopilota. Non stiamo lì a pensarci troppo, tutte queste operazioni sono automatiche, sono il frutto di anni e anni di esperienza e anche di scuola. Quando i pischelli eravamo noi dovevamo concentrarci su ogni gesto, ogni nodo, ogni manovra. Che noia tornare cento volte a recuperare quel salvagente legato al secchio che l'istruttore ci buttava in acqua da dietro le spalle, quando non guardavamo, sussurrando "uomo a mare" e chi sentiva sentiva - chi non sentiva era fuori. Che barba gli otto stretti intorno ai gavitelli in mezzo al canale, le prese di banchina a cala Francese - sempre troppo corte, meno male!, gli ancoraggi a Stintino dell'orso, che nemmeno esiste più.
Quando sarete fuori sulle vostre barche non ci sarà nessuno a salvarvi il culo, a dirvi cosa fare, ci dicevano. Avrete fatto qualche cazzata credendovi fichi, vi sarete messi in mostra sottovalutando i pericoli, non dite di no, lo farete perché tutti lo fanno, l'abbiamo fatto noi e lo farete anche voi. Quando sarete nella merda non capirete più un cazzo, andrete nel pallone e non sarete in grado di prendere decisioni, per questo adesso dovete esercitarvi fino a che queste manovre vi siano diventate istintive come pulirvi il culo dopo aver cacato. Erano sboccati i nostri maestri, ma anche questo aveva il suo senso, sottolineava l'urgenza del mare che non può - o non vuole - aspettare i nostri comodi. Andar per mare non è uno sport per signorine, dicevano, non è nemmeno uno sport.
Abbiamo fatto i fichi e non una volta sola. Avevano ragione. Se ci ha dato bene è stato per fortuna, o grazie all'istinto conquistato a furia di ripetere i gesti o per tutte e due le cose e adesso teniamo giù la testa che non si sa mai.
Fuori il vento si è steso, il mare non è nemmeno troppo mosso. Alziamo l'olimpico e la randa ridotta, meglio stare dalla parte della ragione. Spegniamo il motore. Il cielo davanti a noi si colora di rosa, là in fondo si comincia a vedere il profilo della costa nera.
Noi dormiremo dopo, al sicuro.
I bambini, in cuccetta, non si svegliano neanche.

 

 

Commenti al Post: E quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo

 


MaiMaturo il 16/01/12 alle 17:49 via WEB
Bello! Bello! Mi sembra di esserci anch'io, su quella barca. Sveglio. Grazie LDC!

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 22:54 via WEB
Grazie a te (anche per la doppia partecipazione;)

lillina il 16/01/12 alle 18:19 via WEB
Bello, parli della vita di mare con molta padronanza passione o vai in barca?

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 22:56 via WEB
La donna camèl racconta cento storie più una: qual è quella vera? Quella dove racconta che racconta cento storie più una ;) Grazie Lillina

Hombre il 16/01/12 alle 18:36 via WEB
...gli scogli sono sempre più vicini, gli si vede il bianco degli occhi pure se è buio. voto questa come perla, e la chiusa che ti sbatte in faccia l'innocenza e la beata ignoranza dei bimbi... quante cose che per fortuna non sanno. Non subito, almeno.

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 22:57 via WEB
ma le sapranno, pure meglio di noi. Grazie Hombre.

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 23:28 via WEB
Il bianco degli occhi ci sembra di vederlo davvero, ma è la schiuma delle onde che si frangono ;)


giodoc il 16/01/12 alle 18:55 via WEB
Non la bellezza, che altri hanno meglio celebrato. Quel che voglio lodare, di questo EDS (imparo in fretta :-)), il paletto ulteriore che ti sei posizionata e che brillantemente hai superato: l'attualità. Complimenti.

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 23:02 via WEB
Grazie Giodoc, mi è toccato di farlo per ripiego: avevo iniziato un racconto sugli amanti che non possono mai dire noi, una bella storiaccia di sesso segreto ma ho letto il racconto di Cielo e ho dovuto lasciar stare. Allora mi sono buttata sul surreale, volevo scrivere dell'anatomia umana spiegata ai marziani, ma ho letto il racconto di Hombre e ho stracciato il foglio stizzita. Insomma, è andata così. E grazie.

melusina il 16/01/12 alle 19:51 via WEB
Non ti sto a dire quanto ti invidio: tu, milanese e lupo di mare, io, una veneziana che vomita anche sul pedalò :( Comunque il bianco degli occhi degli scogli l'ho notato subito anche io. Forse è un vostro lessico familiare, ma in ogni caso rende l'idea. Quel bianco ha qualcosa di spettrale e minaccioso, è tutt'altro che una battuta di alleggerimento.

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 23:06 via WEB
Grazie melusina, sono tutta una serie di animali, lupo e cammella, a volte pavone a volte gallina ma il mio primo nome era moby dick ;)

Dario il 21/01/12 alle 16:05 via WEB
Sembri nata dalle mie parti :-P

LaDonnaCamel il 22/01/12 alle 10:17 via WEB
E magari! Una bella normanna alta e fiera :-)

Bando dell'EDS Scapoli contro ammogliati

 

Il titolo non c'azzecca (o forse sì?), l'ho scelto per mantenere una promessa che ho fatto a Cielo come ringraziamento per avermi insignito del Gran Premio Filini per chi organizza più giochi interblogger: son soddisfazioni.
Quindi in questo primo EDS del 2012 non c'è tema, o meglio, il tema è a piacere perché ho stabilito una sola regola:

Il punto di vista in prima persona plurale, vale a dire noi.

Il punto di vista è problema cruciale e sempre sottovalutato, la stessa storia infatti può risultare più o meno efficace a seconda del punto di vista scelto, ma non solo. Il punto di vista va tenuto con ferrea consapevolezza, che sia interno o esterno al personaggio, vicino o lontano. La scelta di un punto di vista quindi non è mai casuale ma funzionale alla storia, a quello che si vuole dire o a dove si vuole andare a parare. Per esempio, come ho già detto altrove, nel mio blog scelgo di rivolgermi a te in particolare invece che a un generico voi perché ti immagino mentre leggi davanti al monitor e di solito questa cosa si fa da soli. Scelgo quindi di immedesimarmi in ciascuno dei miei lettori piuttosto che vedere idealmente me stessa davanti a un pubblico sfocato. Non è per niente naturale scrivere in questo modo, devo farci caso continuamente perché gli altri non lo fanno, nell'orecchio ho questo "voi" che mi distrae e stare attenta a chi mi rivolgo è un continuo esercizio di consapevolezza. Lo faccio anche perché così, se mi leggi solo tu e nessun altro, non sbaglio;)

Il noi narrante è abbastanza raro e anche difficile da tenere, in questo vecchio post del blog di Paolo Cognetti ci sono un po' di esempi, con tanto di citazioni e analisi della funzione del noi.
Puoi prendere spunto se vuoi, oppure fai a modo tuo che va bene.

Metto una scadenza, tanto per aggiungere un paletto: facciamo una settimanella abbondante e finiamo entro lunedì 16 gennaio a mezzanotte, ma se arrivi un po' più tardi bene lo stesso.

Forma e lunghezza a piacere e sistema solito: metti il racconto sul tuo blog e poi vieni qui e avvisa quando è pronto. Se non hai un blog o vuoi restare anonimo, manda in mail a ladonnacamel @ gmail.com che te lo pubblico io.


Commenti al Post: EDS scapoli contro ammogliati




Hombre il 08/01/12 alle 19:56 via WEB
noi presenzieremmo, minacciando o promettendo che dir vorrete.

LaDonnaCamel il 09/01/12 alle 08:47 via WEB
Io vorrei dir promettendo.

melusina il 09/01/12 alle 07:25 via WEB
Ne avrei due di vecchi (già apparsi su ias) qui e qui, ma tu suppongo vorrai degli inediti...

LaDonnaCamel il 09/01/12 alle 08:51 via WEB
Come sai, qui non si vince e non si perde :-)
Lo scopo è stimolare a scrivere, stuzzicare, far tornare la voglia se è addormentata, quindi io, per me, non voglio niente di preciso. Tu?

hombre il 09/01/12 alle 10:40 via WEB
E' da ieri che sto pensando a me come noi. Il nostro ego si sta dilatando peggio dell'universo e la responsabilità è vostra madame camèl.

LaDonnaCamel il 09/01/12 alle 15:15 via WEB
è tutta colpa mia e di nessun altro (cit.)

MM il 09/01/12 alle 14:05 via WEB
Noi, noi sì
Noi, noi sì
Noi, noi sì
Noi, noi sì...

 

 

Si sente la musica del Baglioni?

LaDonnaCamel il 09/01/12 alle 15:16 via WEB
:-)

melusina il 09/01/12 alle 14:27 via WEB
Io? Inedito, inedito, sennò non c'è gusto :-)

LaDonnaCamel il 09/01/12 alle 15:17 via WEB
Certo!

melusina il 09/01/12 alle 20:44 via WEB
Fatto: cucinato, sfornato e servito. Olè!

LaDonnaCamel il 09/01/12 alle 22:04 via WEB
Più veloce della luce! olè olè!

melusina il 09/01/12 alle 22:09 via WEB
Come ai bei tempi: camilla/buona la prima ;-))

LaDonnaCamel il 09/01/12 alle 22:44 via WEB
Ora di lunedi ne scrivi trentasei ;)

Dario il 10/01/12 alle 22:43 via WEB
Fatto :-)

LaDonnaCamel il 11/01/12 alle 08:25 via WEB
Fantastico!

Dario il 11/01/12 alle 20:14 via WEB
:-)


lillina il 11/01/12 alle 14:20 via WEB
Ci sto provando.....a divertirmi mica a scrivere seriamente! :)

LaDonnaCamel il 11/01/12 alle 18:49 via WEB
È così che si fa, se non ti diverti la scrittura ne risente, si ingessa e non trasmette niente a chi legge. Scrivere è come tagliare e cucire una stoffa per ricoprire una vecchia poltrona ;)

melusina il 12/01/12 alle 09:02 via WEB
Scrivere è come tagliare e cucire una stoffa per ricoprire una vecchia poltrona Sono due giorni che mi ci arrovello: io non so neanche infilare il filo nell'ago, avrò speranze?

LaDonnaCamel il 12/01/12 alle 09:13 via WEB
Per ricoprire una vecchia poltrona si può usare la cucitrice, oppure i chiodi, le bullette da tapezzere, la colla, gli spilli di sicurezza: ciascuno lo fa come sa o come vuole o come può ;)

LaDonnaCamel il 12/01/12 alle 09:18 via WEB
Poi avevo scritto altrove che scrivere è come andare in bicicletta e se mi contraddico non farci caso, contengo moltitudini.

lillina il 11/01/12 alle 21:23 via WEB
fatto ! Se sapessi come mettere un link qui..sgrunttttttt

LaDonnaCamel il 12/01/12 alle 08:43 via WEB
Ottimo lavoro Lillina! Il link c'è già sul nome e comunque adesso faccio un post con i primi arrivati. Ciao, Grazie per aver partecipato.

L'uomo Marlboro il 11/01/12 alle 22:09 via WEB
domani partecipiamo.

LaDonnaCamel il 12/01/12 alle 08:44 via WEB
Vi aspettiamo.

La Carta il 12/01/12 alle 23:14 via WEB
Quasi quasi faccio partecipare le mie varie personalità...

LaDonnaCamel il 13/01/12 alle 08:32 via WEB
Ottima idea. se riuscite a mettervi d'accordo...

MM il 13/01/12 alle 10:30 via WEB
PS. MaiMaturo, ricordati di cliccare SEMPRE sulle immagini dei post. Mi sono segnato la frase di Wallace Stegner. Proprio bella!

LDC il 13/01/12 alle 11:24 via WEB
Contenta che ti sia piaciuta, è un amarcord o il fantasma degli EDS passati (Cammella sloggata per vedere l'effetto che fa)

giodoc il 15/01/12 alle 20:29 via WEB
Non so cosa sia un'EDS ma ho trovato divertente il giochino. http://laviapershambhala.it/my-sharona/

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 10:05 via WEB
Grazie giodoc, lo spirito è proprio questo.

MaiMaturo il 16/01/12 alle 13:53 via WEB
Lo ammetto: ci sono ricascato. Mi perdoni, se può! un altro EDS qui

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 15:07 via WEB
Hai fatto bene: grande partecipazione grande onore!

 

EDS scapoli contro ammogliati, i link ai racconti

 Alcuni link non funzionano perchè i blog sono stati chiusi o spostati, i post hanno cambiato indirizzo, proprietario o ragione sociale: son cose cha capitano nella vita. Se qualcuno degli aventi diritto vuole mandarmi una rettifica, una smentita o un mazzo di fiori è sempre benvenuto.

- Ho visto un re - di Melusina - blog Poco mossi gli altri mari

- Factory - di Dario D'Angelo - blog Solo testo

- Le voci nel silenzio - di Lillina - blog Ora e qui

- Addicted to love - di Cielo sopra Milano - il blog di Vasco Pausini

- Quelli dell'EDS - di Mai Maturo -  blog Mai maturo

- Sottoposti - di Hombre - blog La Linea d'Hombre

- My Sharona - di Giodoc - blog La via per shambhala

- Cronache dell'anno mille - di Mai Maturo -  blog Mai maturo

- E quando suonano le sirene ti sembra quasi che canti il gallo - la donna camel - qui.

Fai con calma Sbrigati, c'è tempo fino a lunedì questa ieri sera.

 

 

 


Commenti al post: EDS scapoli contro ammogliati, i link ai racconti


Cielo Marlboro man il 12/01/12 alle 16:55 via WEB
Anche noi abbiamo scritto. (parlo al prurale come scillipoti) http://cielosopramilano.it/addicted-to-love/

LaDonnaCamel il 12/01/12 alle 18:25 via WEB
Arrivato forte e chiaro, capo!

MaiMaturo il 12/01/12 alle 20:31 via WEB
Fatto, qui

MaiMaturo il 12/01/12 alle 21:04 via WEB
ma che villano che sono ... manca il GRAZIE, CIAO

LaDonnaCamel il 12/01/12 alle 21:40 via WEB
Grazie e ciao a te!
Rispondi
melusina il 16/01/12 alle 19:47 via WEB
Argh, ormai non farò in tempo a emulare MaiMaturo! ps OT: credo che ora il feed del mio blog rifunzioni. Hai voglia di provare? Sennò amen, eh.

LaDonnaCamel il 16/01/12 alle 23:15 via WEB
Ma dà lo stesso errore di prima, guarda tu stessa: non aggiorna e il link è sbagliato. Non so se è un problema di libero perché nel feed reader funziona con l'indirizzo http://melusina.altervista.org/feed/ che ho inserito nel box. Però tutti gli altri blog funzionano anche qui quindi bo?

melusina il 17/01/12 alle 14:14 via WEB
Vedo :(( Lo staff, contattato giorni fa, mi ignora. Se avete voglia di provare un'ultima volta, io credo che l'indirizzo del feed sia http://melusina.altervista.org/?feed=rss2 Altrimenti buonanotte al secchio, non val la pena perdere altro tempo per un po' di gloria mundi.

LaDonnaCamel il 17/01/12 alle 14:44 via WEB
Questo indirizzo http://melusina.altervista.org/?feed=rss2 funziona! Tutto a posto allora, ti consiglio di metterlo in evidenza in una delle parti fisse del blog, visto che in automatico viene proposto l'altro.

MaiMaturo il 17/01/12 alle 16:34 via WEB
Ora funziona anche con il blogroll di gugol. Confermo che in automatico viene proposto un altro url.

MaiMaturo il 17/01/12 alle 10:39 via WEB
CIao! Rispondo anch'io all'OT perchè i tuoi feed non vanno, purtroppo, neppure a me, che sono un utente di BlogSpot. Ho notato che Altervista indicizza le pagine (.../?p=257780704) mentre i feed puntano al nome del post. Dovresti ricontrollare le impostazioni oppure scrivere all' A.Team (A nel senso di Altervista).

melusina il 17/01/12 alle 16:45 via WEB
Ottimo! Alla fine l\\\'uomo ha vinto sulla macchina, eh? Grazie a voi per la pazienza *)

Dario il 17/01/12 alle 21:59 via WEB
Sono rimasto indietro :-)

LaDonnaCamel il 18/01/12 alle 12:57 via WEB
Anch'io: delle volte bigio il blog per lavorare...

 

 

EDS Scapoli contro ammogliati - finalino e commenti della badessa

 

Tiro le somme e cito qualche pezzetto qua e là. Mi pavoneggio e mi compiaccio con me stessa per la qualità e la quantità sempre crescente degli scritti, stai a vedere che mi si prende sul serio? ;)

In ordine di apparizione:

- Ho visto un re - di Melusina - blog Poco mossi gli altri mari
Applaudire, scappellarci (chi ce l’ha, il cappello), sventolare fazzoletti, esibire in modo impudico la nostra commozione alla vista del sovrano e la nostra indefettibile devozione al nostro signore e padrone, che Dio gli dia lunga vita.

Un testo sarcastico, scritto con padronanza della lingua e fatalismo. A quelli che aspettavano davanti a palazzo di giustizia a Milano offrivano un panino e una bibita, a questi qui nemmeno quello. Il noi nato dal fatto che per chi ha perso tutto non esiste più nessun io.

- Factory - di Dario D'Angelo - blog Solo testo
Quelli di noi che ci hanno passato tanto tempo dentro ci hanno raccontato che era come vedersi allo specchio: una ruga, un ciuffo bianco, qualche acciacco, ma dentro si pensa di essere ancora giovani e si fanno sempre le stesse cose e si pensano sempre le stesse cose e invece il mondo cambia e quelli che arrivano dopo iniziano a non capirti e poi a poco a poco nemmeno più ti considerano, fino a quando...

Il noi nasce in fabbrica solo dopo la consapevolezza che si è uguali quando si è sfruttati dal padrone. Un testo suggestivo e intimista, come sempre Dario colora le cose con la sua personalissima visione.

- Le voci nel silenzio - di Lillina - blog Ora e qui
Fatti gli appelli restiamo ognuno ai nostri posti, vicini per scaldarci al freddo di questa soffitta. Ognuno con un ricordo da custodire, dal sorriso dei bimbi di casa , ai nonni stanchi e grati per essere ancora con la famiglia a festeggiare un altro natale. La nostalgia per le persone che non sono più in questo mondo, ai loro volti riflessi sulle palline luccicanti , agli auguri e ai buoni propositi, presto dimenticati.
Tutto come sempre procede.

Solo i puri di cuore riescono a sentire la voce degli oggetti, ma i puri di cuore sono pochi e gli oggetti si stringono tra loro, in attesa di tempi migliori.

- Addicted to love - di Cielo sopra Milano - il blog di Vasco Pausini
E’ amore.
Dopo esserci ricomposti ci guardiamo ci baciamo e ci diciamo: Spegniamo la webcam e torniamo ad essere una coppia.

Bastano due persone perché si possa dire noi? Noi di fronte al mondo, noi due da soli.

- Quelli dell'EDS - di Mai Maturo -  blog Mai maturo
Siamo noi, siamo in tanti ma non ci nascondiamo di notte, almeno non per paura degli automobilisti.
Diversissimi, ma tutti accomunati dalla passione per la scrittura.

Questa volta noi siamo proprio noi: io, tu, quelli che partecipano e quelli che leggono. Un bel BlogTale, racconto da blog che vive solo qui ma si fa sentire forte e chiaro, ti guarda negli occhi, ti emoziona.

- Sottoposti - di Hombre - blog La Linea d'Hombre
Lavoriamo a coppia e siamo praticamente indivisibili. Nel nome il presagio s’insegna, e noi che ci chiamiamo Giacomo e Giovanni, proprio come i figli di Zebedeo, siamo destinati a stare insieme.

Surreale, esilarante, sottinteso ma mai oscuro: che invidia che mi fa Hombre, con la sua capacità di rivoltare il senso delle parole come calzini e farmeli indossare passando per la testa. Le risate scaturiscono sempre, non si può resistere. E lui minimizza.

- My Sharona - di Giodoc - blog La via per shambhala
Ma più di tutto, ci piace girare senza meta. Semplicemente, lo stesso paesaggio, la stessa musica nelle orecchie. Anche se non dormiamo insieme, ci vogliamo bene. Anzi, forse proprio per questo.

Un testo, una musica e tutto diventa più facile da capire, ci si può immedesimare, le cose si personificano e le persone si cosano.

- Cronache dell'anno mille - di Mai Maturo -  blog Mai maturo
Il demonio scuoteva il mondo per far uscire i suoi diavoli dagli inferi. I tetti e le pareti ci crollavano intorno, mentre cercavamo riparo in strada, dove altri uomini scappavano, urlando, in mezzo al buio. Il rumore era insopportabile. Cercavamo di tenerci abbracciati ai nostri figli, alle nostre mogli, resistendo alla furia del diavolo e delle persone in fuga. Come animali inseguiti dal fuoco, correvamo verso la piazza e verso i campi

Noi siamo piccoli di fronte al mondo, che siano le forze della natura, della politica o della religione: lo eravamo nell'anno mille ma lo siamo ancora adesso, questo è il messaggio che mi arriva.

- E quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo - la donna camel che sono io.
quel mare buio che si muove anche di notte e non sta fermo mai

Il titolo è un verso di De Gregori, preso da Titanic e il pezzo citato di Paolo Conte, da Genova per noi: sono famossimi entrambi ma mi sembrava giusto dirlo.

 


Commenti al Post: EDS scapoli contro ammogliati

hombre il 18/01/12 alle 13:15 via WEB
e ti fai pure un bel mazzo, oltre ad avere una buona parola per ognuno dei tuoi scapestarti discepoli. Grazie. Cerchiamo di arrivare a dodici e poi magari diffondiamo il verbo. è già stato fatto? Ah ok.

LaDonnaCamel il 18/01/12 alle 13:57 via WEB
Quella porca dozzina dici? Era un film di nicchia, lo passavano solo a notte fonda in certe ztv :-)

MaiMaturo il 18/01/12 alle 14:05 via WEB
Gazie della pazienza, del tempo e dell'ideona!
E comunque:
"Fuori il vento si è steso, il mare non è nemmeno troppo mosso. Alziamo l'olimpico e la randa ridotta, meglio stare dalla parte della ragione. Spegniamo il motore. Il cielo davanti a noi si colora di rosa, là in fondo si comincia a vedere il profilo della costa nera. Noi dormiremo dopo, al sicuro. I bambini, in cuccetta, non si svegliano neanche." Ditemi, amici della banda, se non vi sembra di esserci. COn una chiusa così, non vi viene di fare anche voi un bel sospiro di sollievo, per lo scampato pericolo?

LaDonnaCamel il 18/01/12 alle 15:21 via WEB
:')

melusina il 18/01/12 alle 15:49 via WEB
Grazie a LDC e a tutti per le belle letture. È stata una bellissima festa!

LaDonnaCamel il 18/01/12 alle 16:32 via WEB
Ogni volta viene un po' meglio, stiamo prendendo coraggio.

 

 

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