testata camel

Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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vento

Il vento è una delle poche cose che mi fanno paura. Quando è forte, s'intende, molto forte.
Stamattina ne ho sentiti i rumori e sono saltata fuori dal letto. Per prima cosa sono andata a vedere il terrazzo. Il gazebo ha tenuto bene, i miei tiranti erano ben fatti e non si è mosso nulla. Ma l'albero è caduto sulle rose. Era già successo, la chioma è molto grande e fa presa, il vaso non è piccolo ma è di plastica e si vede che in proporzione è troppo leggero e si lascia ribaltare. Così l'ho legato, ho legato il tronco e sono rimasta a guardare. Sotto raffica riusciva ad alzarlo di qualche centimetro, giusto il gioco della corda che non avevo voluto tendere troppo. Ho fatto un paranchino e l'ho tirata un po' di più. È perché in prima battuta io vorrei rispettare la natura ma non sempre è possibile, ormai siamo troppo compromessi. A pensarci bene tutta la bella natura che coltivo e che allieta i miei occhi non è molto naturale, ho un bel dirmi che in fondo non faccio niente. Metto l'acqua tutti i giorni, se non lo facessi resterebbe ben poco. E stabilisco con cura la posizione reciproca delle piante, che non si facciano ombra, che ciascuna abbia lo spazio necessario senza soffocare le altre. In natura questo non succederebbe in questo modo, quelle più forti e adatte - le erbacce di solito - avrebbero la meglio. Il mio è un finto giardino selvaggio, ne sono consapevole.
Guardo le foglie scosse, il cielo nero. Quando si avvicina una raffica più forte rabbrividisco. È il rumore, soprattutto. Come in porto quando stimavo la velocità del vento dal suono delle drizze contro gli alberi delle barche: sembrano campanacci di una mandria di mucche che corre? venticinque nodi. Sembrano una cascata di sassi su un pendio ripido? Trentacinque, e così via fino alla tempesta, che sembra la fine del mondo. Ci sono venti che strappano le catenarie e portano via le barche ma qui no, è difficile che la mia casa si sposti, al massimo mi butta giù il vaso del basilico dal davanzale della cucina, ma non stavolta, l'ho ritirato.
Eppure continuo a essere inquieta. Più tardi pioverà, è probabile. Ho già fatto tutto il necessario, ho messo in sicurezza il balcone e continuo a guardare fuori, qualcosa mi attrae e mi respinge, mi tiene qui inchiodata.
Come la mia antenata sto seduta davanti all'imboccatura della mia caverna e temo la potenza degli dei.

Commenti al Post: Vento


melusina il 13/05/12 alle 11:54 via WEB
La chiusa è epica.
Mi vien da dirti solo "tieni duro" :-)

LaDonnaCamel il 13/05/12 alle 14:03 via WEB
Io adoro la chiusa è epica!
(tenga duro signorina è il mio motto, oggi ne hai imbroccate due su due :-*)

melusina il 13/05/12 alle 17:05 via WEB
È o non è la festa della mamma? ;-)

LaDonnaCamel il 13/05/12 alle 21:03 via WEB
Allora auguri a te e a me ;)

amicoMM il 13/05/12 alle 18:04 via WEB
Chi ci fa i conti, con il vento, lo ama e lo teme: sia chi va per aria sia chi va per mare.
Anch'io mi comporto come te: dal rumore stimo la velocità e penso se nei prossimi 5 minuti reggerò o se è il caso di dire qualche preghiera ;)

LaDonnaCamel il 13/05/12 alle 21:04 via WEB
Per mare mi è sempre sembrato meno spaventoso che per aria, il che è comunque relativo ;)

simurgh2 il 13/05/12 alle 19:05 via WEB
Io lo invidio, si sà.

LaDonnaCamel il 13/05/12 alle 21:05 via WEB
Già.

AmicoHombre il 13/05/12 alle 19:15 via WEB
noi gente di cappello si odia il vento anziché no. ho rotto il mio personale rapporto con il vento una notte nel piazzale dell'autogrill quando pompavo la benza giù nei serbatoi, sette maglie sette avevo e la tramontana m'infilzava fino al midollo, lo stesso.

LaDonnaCamel il 13/05/12 alle 21:09 via WEB
Maledetta tramontana e maledetto anche il grecale.

singlemama il 13/05/12 alle 21:51 via WEB
Come la mia antenata sto seduta davanti all'imboccatura della mia caverna e temo la potenza degli dei. adoro.

LaDonnaCamel il 14/05/12 alle 09:47 via WEB
Quell'antenata è la stessa per tutte :*

amicoMM il 16/05/12 alle 17:05 via WEB
Come va? Gli dei ce l'hanno ancora col tuo gazebo?
Facciamo un rito othelmico anti-raffiche? :)

LaDonnaCamel il 16/05/12 alle 19:22 via WEB
Per ora tiene, si vede che l'ho ormeggiato bene ;)

MatteoG il 17/05/12 alle 16:37 via WEB
Ieri mi ha preso un colpo al cuore. Per qualche istante ho ripensato alla notte del terremoto. C'ho impiegato un po' a capire che era solo il forte vento. Intanto mi si era fermato il respiro.

LaDonnaCamel il 17/05/12 alle 18:30 via WEB
Allora era proprio una tempesta. Ci credo che ti si è fermato il respiro, dev'essere stato tremendo.

LaDonnaCamel il 20/05/12 alle 09:02 via WEB
@Matteo, stanotte ti ho pensato. Il terremoto è stato abbastanza forte da svegliarmi, ballava il letto e tremavano i vetri. Ho pensato anche speriamo sia qui vicino, speriamo non sia più forte di così in nessun posto, che ne abbiamo già fin troppo :(

d.u.n.s il 18/05/12 alle 13:12 via WEB
La tua antenata? Vi facevo coetanee.

LaDonnaCamel il 18/05/12 alle 14:38 via WEB
Ero io, ma non lo volevo dire.

phantom_gio il 25/05/12 alle 10:03 via WEB
una velista vera, che ha "paura" del vento.... ma che sa fare un paranchino (di Poldo?) per il suo albero! Amo la natura anch'io e sono consapevole che mentre cerco di far crescere al meglio la pianta di vite, faccio un intervento da "umano" ovvero invasivo, nel togliere le cosidette erbacce intorno e continuamente mi chiedo se non sarebbe meglio una porzione di assoluto incolto per vedere cosa sa ancora fare la natura.... Grazie Gio

LaDonnaCamel il 25/05/12 alle 12:06 via WEB
È proprio lì che mi sono presa paura, e non va più via. Benvenuto Gio, grazie a te.

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"Scrivere è il mio gioco preferito" il mio motto è piaciuto anche all'amica Freevolah che l'ha interpretato così su Instagram.

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