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maratona gdpr alla universita statale di milanoPer completare un periodo di eccitazione pazzesco causato dalla nuova legge sulla Privacy, GDPR per gli amici ma più propriamente General Data Protection Regulation, stamattina sono andata alla maratona GDPR che hanno organizzato alla facoltà di giurisprudenza della Statale di Milano. Che c’entri tu con giurisprudenza, diranno i miei lettori più attenti. Non centro nulla, infatti ho dovuto googlare per scoprire dove fosse l’aula 431 indicata sull’invito che avevo trovato per caso su twitter.
I miei lettori più informati diranno anche alla buonora, visto che la nuova legge scatta domani 25 maggio ma sono due anni che l’hanno approvata in Europa, non potevi darti una mossa un po’ prima?
Certo! È un mese che ci penso, ma il garante della privacy non si decideva a produrre la documentazione e poi, con l’aria che tira, stai a veder che ce ne andiamo via dall’Europa e faccio tutto il lavoro per niente. (Questa era bruttissima ma rido per non piangere)

gdpr stataleInsomma, non è vero che non mi sono informata, ho collaborato all’organizzazione di ben tre incontri sull’argomento con Joomla Lombardia, a partire da novembre e poi a febbraio e l’ultimo l’altro ieri, manco a dirlo il più affollato. La maratona in statale mi interessava soprattutto per una serie di motivi: la locandina che hanno fatto girare su twitter era bellissima, clicca per ingrandire, ma la leva che ha fatto scattare la molla è stato il titolo del primo intervento: Redigere una informativa perfetta.

Ma poi stamattina stavo per dimenticarmene, meno male che avevo messo un alert su google calendar che mi ha avvisato in tempo, e meno male che abito non lontano dal centro, mi sono data una mossa e alle dieci in punto ero in via Festa del perdono.
E ancora meno male anche che non avevo la più pallida idea di dove fosse l’aula 431, così ho dovuto chiedere alla commessa all’ingresso che si è messa a ridere, è per la privacy? mi ha chiesto. Sì! ho risposto trafelata, c’è tanta gente? È bello pieno ma è alla 201, in fondo al corridoio primo piano, hanno sbagliato a scrivere!

Chissà se lo fanno ancora il quarto d’ora accademico, pensavo intanto che salivo i gradini a due a due. Poi ho aperto la porta, ho sentito il vociare, meno male, non è ancora incominciata, ho percorso il corridoio interno, sono arrivata ai piedi del grande anfiteatro e ho fatto scorrere gli occhi sulle gradinate a salire, pochissimi posti liberi, tantissimi computer e bottigliette d’acqua, meno male che non è ancora cominciata così non mi faccio problemi a scocciare due ragazzi per prendere un posto abbastanza avanti e piuttosto centrale.
È stato solo in questo momento che il dejavu mi ha colpita come una mazzata. Certo che è questa l’aula. Fino a che non mi sono seduta al mio posto non mi sono resa conto che l’aula 201 era quella dove si svolgeva uno dei pochi corsi che ho frequentato assiduamente, il corso serale di letteratura uno, non mi ricordo il nome del professore e nemmeno l’argomento, ma son sicura che l’aula era quella, salvo che quando l’abitavamo noi dai grandi finestroni non entrava la luce così forte come oggi, ma il buio. La penombra ovattava questo grande spazio, solo la cattedra era illuminata e noi, pochi studenti della serale, quasi tutti adulti e lavoratori, prendevamo appunti alla cieca sui quaderni strapazzati che ci portavamo in giro, stavamo tutti nelle prime file e sentivamo l'altezza vertiginosa della gradinata sparire nel buio dietro di noi, nel nulla.

Oggi invece la luce è così forte che non si riescono a leggere le slide, ma hanno promesso che ce le daranno, basta chiedere. Il primo relatore è brillantissimo, io continuo a felicitarmi con me stessa per essere qui, come la spiega bene, che modi cordiali, che simpatico quando ci confessa che ci tiene a diventare trend topic, come non accontentarlo? Tuitto forsennatamente, ci metto anche un pezzettino di video live, hashtag #maratonaGDPRunimi, un successone.

Poi ancora le questioni sono sempre quelle due o tre: chi è il titolare dei dati? Dove si trova? Telefono indirizzo, attivare una mail privacy@azienda.it, Come uso i dati della newsletter, marketing, info sui servizi? Con che frequenza ti scrivo? Cederò i vostri dati a terzi? Li voglio vendere? Lo sponsor? Qual è la base giuridica su cui chiedi i dati? leggiti l'articolo 6, ma scaricatela dal sito del garante che è meglio.

maratonaGDPRunimi

Prendo appunti sul telefono tra una foto e una twittata, Il taccuino ce l’ho ma nella fretta di uscire non ho preso su nemmeno una penna.

Edit: il giorno dopo Vincenzo Tiani, quello in mezzo nella foto, offre su twitter un'ottima check list per le 15 cose che non devono mancare nella tua informativa, io che sono gentile condivido:  GDPR: la checklist delle 15 cose da controllare nella propria informativa

scrivere è il mio gioco preferito

"Scrivere è il mio gioco preferito" il mio motto è piaciuto anche all'amica Freevolah che l'ha interpretato così su Instagram.

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