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Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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La metropolitana milanese è molto bella e colorata, ha tutte le linee gialle, rosse, verdi. Ha anche molti nomi buffi come Molino Dorino, Cascina Gobba, Abbiategrasso, Garibaldi FS che sempre ci scherzavamo e dicevamo che avevano sbagliato, dovevano scrivere Garibaldi FF e tra parentesi a una gamba. Invece Cadorna è FN, lo sanno loro il perchè.
A Molino Dorino non ci sono mai stata ma è così lontano che forse nessuno c’è stato, dev’essere un posto deserto.


La linea gialla è la più bella di tutte, ha le gallerie rivestite di marmi pregiati e l’illuminazione con file di faretti spot, modernissimi. La rossa è più buia e sporca perché è la più vecchia. La verde contiene tantissima gente, ha i vagoni che cullano didin didan ti ci potresti addormentare e certi sguardi di carezza che fanno abbassare gli occhi, a volte.
Le metropolitane alla fine escono dalla galleria e si vede il cielo, se è di giorno. Se è di notte è uguale.
A Milano sulle scale mobili si tiene la destra, se sei distratto e ti metti in mezzo te lo fanno subito notare perchè la sinistra serve per sorpassare. A Milano la gente sale a piedi sulle scale mobili così fa più presto. A Roma no, ci sta una fila sola e non si può sorpassare. A Roma le gallerie sono strette e curve e buie, tipo catacombe.
Conosco un ragazzino che quando era piccolo sapeva a memoria tutte le fermate di tutte le metropolitane di Milano e anche di molti tram e le sapeva recitare all’andata e al ritorno. Per passatempo prendeva un biglietto e viaggiava fino a che scadeva, 75 minuti. Poi hanno fatto i biglietti giornalieri che puoi andare dove vuoi tutte le volte che vuoi e lui è impazzito di gioia. E’ andato dappertutto, mi sembra che sia andato anche a Molino Dorino ma non sono sicura.

 



Commenti al Post:

fatogliola il 21/12/06 alle 19:40 via WEB
Per non parlare di Precotto (però a Roma hai Porta Furba che non è male...)

Anonimo il 22/12/06 alle 12:27 via WEB
Attenta, quella porta in realtà conduce verso l'inferno, attenta. E occhio alla linea verde, stacci davvero attenta, non ci salire mai più, mai più.

LaDonnaCamel il 22/12/06 alle 15:12 via WEB
Non ho paura dell'inferno! Anzi, ci vado volentieri (dicono che l'inferno è rinomato per la compagnia mentre il paradiso per il clima, ma dopo il sahara che mi frega del clima? :)
In quanto alla linea verde, caro anonimo, ci starò attentissima, non mi distrarrò nemmeno per un attimo, anzi, prenderò appunti!

semi.conduttore il 22/12/06 alle 17:56 via WEB
ma che bellissimo post.

MiseEnAbime il 23/12/06 alle 15:35 via WEB
io credo di essere andato a molino dorino, ma era molto tempo fa, e non ricordo come era fatta, molino dorino. a dirla tutta non so nemmeno se ci sono stato.

LaDonnaCamel il 23/12/06 alle 16:23 via WEB
deve essere stata un'esperienza mistica: è tremendamente difficile da raccontare. non ti biasimo, anzi, un po' ti invidio.

Anonimo il 08/01/07 alle 23:44 via WEB
splendido scritto! lolitatù

Anonimo il 26/07/07 alle 13:43 via WEB
Wow che bello, pensare che io invece a Molino Dorino sono salito e sceso chissà quante volte! La sensazione di "deserto" in realtà dipende dall'uscita che prendi: da una parte in effetti non c'è un cazzo, anche se basta fare 4passi e ti ritrovi subito a Pero (ke culo!); dall'altra parte invece sei a Milano. Una cosa è certa, comunque: è una zona piuttosto malfamata! Anzi ti dirò, se sei donna e non hai un motivo più che valido per andarci, beh lascia perdere ke è meglio!

 

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