testata camel

Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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traslocoLa novità è che adesso ti portano a casa la roba. Anche in poche ore, in mezza giornata. Quando ero piccola io c'era il monco, era il garzone del droghiere. La mamma telefonava e lui arrivava subito, aveva una borsa a tracolla lunga e stretta, ci stavano tante bottiglie d'acqua minerale, il pacchetto del caffè macinato su misura da loro, il fustino del dixan, la marmellata di pesche. Hero, come adesso, certe marche hanno resistito all'ingiuria del tempo.
Il latte lo lasciavano davanti alla porta ogni mattina, all'inizio nella bottiglia di vetro, poi quando hanno inventato le piramidi - per modo di dire, non è una piramide ma una forma che non esiste in natura - hanno smesso di portarlo, è stata colpa delle due sorelle gemelle che hanno preso il posto del lattaio. Lui regalava caramelle, le due arcigne nemmeno un sorriso.

Perfino il pane, anzi soprattutto il pane, veniva portato a casa e lasciato sul pianerottolo, anche alla domenica che quando poi hanno smesso mi domandavo come avremmo fatto a ricordarci e infatti ci dimenticavamo. Non so quando hanno cominciato a chiudere alla domenica, mentre prima era sempre aperto, e non sono sicura, forse questo è un falso ricordo, mi sembra che fosse così ma forse chiudevano anche prima anche se non tutti, il lattaio son sicura che non chiudeva la domenica, ci compravamo le sorpresine dopo la messa. Nei paesi piccoli la domenica era sempre aperto dappertutto, abitavano nel retrobottega e se chiudevano potevi bussare.

Intanto è arrivato il mio turno, il prossimo numero tocca a me: sono alla posta perché devo pagare un bollettino e scrivo nel blocco note del telefono mentre aspetto. C'è tanto da aspettare, tantissimo: è pieno di gente perché tutti gli altri uffici postali della zona sono chiusi per ferie dal 3 al 28 agosto, mi sembra perfino esagerato. Non possono andare in vacanza a turno come hanno sempre fatto? chiedo alla signora allo sportello. Non è quello, risponde, fosse per noi li faremmo volentieri i turni. Ma è l'amministrazione. Dicono che c'è troppo poca gente in giro... non si incassa abbastanza. Ma come? chiedo io e non capisco, gli stipendi li devono pagare lo stesso, no? Eh, fa lei e muove il dito ad arco indicando tutto intorno, tenere aperto costa...

Complimenti, penso io, ti portano a casa la roba e tengono aperto la domenica come quando non c'era rispetto e se chiudono è solo perchè non conviene. Lo penso mentre torno a casa e me lo scrivo nella testa, in attesa di poterlo inserire in questo post, che è il primo che voglio mettere nella nuova casa del blog.

Ci vorrà molto tempo per traslocare tutto l'archivio e intanto ho pensato che vengo ad abitare qui: andrò avanti in parallelo: ci sono le date, i vecchi post saranno facilmente riconoscibili.

Aggiornate il feed reader amici: chi mi ama mi segua.

Benvenuti nel nuovo blog della donna camel

 

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