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Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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 Nell'ottobre del 1997 frequentavo una scuola di scrittura creativa. Il primo compito a casa assegnato dalla maestra aveva questa traccia: "Si consideri una recente crisi di governo e la si riscriva mettendo in evidenza gli elementi ridicoli e strambi, cioè la dimensione di commedia dentro cui si muovono protagonisti che si prendono troppo sul serio."

Ecco quello che avevo scritto: due giorni dopo era caduto il governo di allora ma sono sicura che non era stata colpa mia. Nemmeno stavolta è colpa mia, ve lo giuro.

Amici, italiani, compagni, prestatemi i vostri orecchi. Io vengo a seppellire il Governo, non a dirne l'elogio. Il male che i governi fanno, vive dopo di loro, il bene è spesso sotterrato con i loro decreti.
Il nobile Bertinotti vi ha detto che la finanziaria era antisociale. Se così fosse, era una grave colpa, e gravemente l'esecutivo l'ha espiata. Qui, col permesso di Bertinotti, e del Polo - perché Bertinotti è un uomo d'onore, e tali son tutti, tutti uomini d'onore - io vengo a parlare alla chiusura delle Camere, poiché Prodi ha rimesso il mandato nelle mani del Capo dello Stato.
La maggioranza ha ceduto, essa era stata concordata con l'appoggio di Rifondazione, ma Bertinotti dice che le pensioni non si toccano, e Bertinotti è un uomo d'onore.
Il governo ha promosso la ripresa economica, con gli incentivi per la vendita delle auto, con gli aiuti per favorire lo sviluppo e l'occupazione, con le misure necessarie per entrare in Europa. Parve questo un atto antisociale? Quando, a causa dell'aumento della tassazione, i poveri hanno pianto, l'esecutivo ha pianto: un programma antisociale dovrebbe essere fatto di stoffa più dura; pure Bertinotti dice che era antisociale, e Bertinotti è un uomo d'onore. Vedeste tutti che l'inflazione si è abbassata all'1,4 programmato. Io non parlo per confutare le parole di Bertinotti, ma sono qui per dire quello che so. Voi tutti l'avevate votato, una volta, non senza causa. Quale causa vi trattiene ora dal rinnovarlo? O Discernimento, tu ti sei rifugiato tra le bestie brute della Lega, e gli uomini hanno perso la ragione.
(Dai banchi leghisti si alza un applauso. D'Alema li invita alla calma con un gesto delle mani.)
Ancora ieri la parola di Prodi avrebbe potuto levarsi contro la secessione. O signori, se io volessi istigare i vostri cuori alla rivolta ed al furore, farei torto a Bertinotti, e torto a Berlusconi e Fini, i quali, sapete tutti, come Andreotti sono uomini d'onore. Io non faro' torto a loro, preferisco far torto al governo, far torto a me stesso e a voi, piuttosto che fare torto a uomini così rispettabili.
Ma c'è qui una nuova bozza della finanziaria, era pronta per essere ripresentata.
Se i colleghi parlamentari udissero soltanto questi emendamenti, che, perdonatemi, non intendo leggere, tutti correrebbero a votare per il caduto governo Prodi.
(Subbuglio in aula: da tutte le parti arrivano incitazioni a leggere)
Abbiate pazienza, colleghi, io non debbo leggerli, non è opportuno che sappiate degli aumenti all'indennità parlamentare, delle facilitazioni fiscali per i congiunti (fino alla terza generazione) dei capigruppo, sottosegretari e portaborse… I tagli alla spesa pubblica sarebbero ben ricompensati con una diminuzione del 20% alla tassa sui cani.
(tumulto in aula, molti si alzano per applaudire, scandiscono )
Il governo Prodi cadde. Oh, quale caduta fu quella, compagni parlamentari!
Ma, buoni amici, non lasciatevi trasportare dalle mie parole. Coloro che hanno commesso quest'azione sono uomini d'onore. Quali privati rancori li abbiano spinti a commetterla, ahimè io non so. Sono saggi e rispettabili, e senza dubbio vi risponderebbero con il Welfare.
Questo era un governo! Quando ne verrà un altro uguale?
(Si allontana dal microfono, tra la confusione generale. I commessi non riescono a ripristinare l'ordine in aula.)
Ed ora che operi. Maleficio, ormai sei in cammino; prendi il corso che vuoi.

Ottobre 1997

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