testata camel

Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Il maestro è moro, capelli lisci e lucidi di gel, lunghi fino al colletto della camicia nera con le maniche rimboccate. Anche i pantaloni morbidi sono neri e le sue scarpe brillano di luce propria. Ha un bel naso importante e la bocca sottile dalla piega sardonica. Gli occhi neri trafiggono come spilli il gruppo sbilenco di noi aspiranti apprendisti ballerini.
Non tradisce emozione. Dev'essere esperto.

Io invece sono qui che sposto il peso da un piede all'altro e non so dove mettere le mani: opto per le tasche dei jeans neri (almeno il colore l'ho indovinato) e faccio la disinvolta, anzi no, meglio l'aria svagata di quella che pensa che ci faccio io qui?

Chi sono gli altri imbranati? Una ventina, tre quarti sono donne. Sciambula.
Ci faranno ballare tra di noi?


Butto là un'occhiata di ricognizione: due mi arrivano all'ascella. Miii, cominciamo bene, no, guardi, mi dispiace, ho già dato. Due sono stati innegabilmente trascinati a forza dalle mogli, si vede ancora il solco provocato dai tacchi sul parquet.
Ne resta più o meno uno normale. Be', normale.

In compenso le signore sono tutte rossetto e parrucchiere.
Argh, le scarpe col tacco! Sandaletti acrobatici con unghie laccate in bella vista, torreggianti decoltè dalla punta affilata come Opinel, trampolini che andrebbero perfetti come piattaforma di lancio per il bungee jumping.
Paperette piatte col cintutrino (io).

Arriva la maestra, capelli finto rosso cotonati e chiappe muscolose. Anche i polpacci sono piuttosto sviluppati, ipertonici direi. Ha una gonna nera dall'orlo asimmetrico e lo spacco, aderente sulle curve, forse è elasticizzata?
Ci guarda tutti pure lei con quel sorriso fisso che forse è l'esito di una paresi e per qualche attimo non succede niente.

Vuoi vedere che adesso il maestro balla con la maestra? e noi?

Attacca la musica: tango!

Occhei, martedì prossimo ci vado davvero, alla prima lezione di prova, e poi te lo racconto, caro diario


 Commenti al post

semi.conduttore il 17/09/06 alle 14:39 via WEB
I fama ballano aspettala e ballano sperala davanti alla vetrina di un negozio pieno di cronopios e di speranze. La donna Camèl, pochi metri più in là, balla il tango e sorride. Il maestro moro s'illanguidisce nella pienezza della sera, e la donna Camèl continua a sorridere: è un tango, dice. Fama, cronopios e speranze applaudono.

LaDonnaCamel il 17/09/06 alle 18:23 via WEB
mamma mia, m'hai lasciata senza parole, il che è fenomenale ;-)

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