testata camel

Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

Segui la pagina facebook del blog - iscriviti al feed

 

 

La prima, quella che non si scorda mai, era una cinquecento blu col tettuccio apribile. La guidavo da sola e non avevo ancora la patente. Andavo di nascosto a trovare il mio fidanzato: punta e tacco, scalavo le marce con la doppietta, e raccoglievo autostoppiste su strade tortuose di montagna.
Non aveva sedili ribaltabili, ma un comodo divanetto per due, dietro.
Aveva il sapore della liberta'.


Poi mio padre mi regalo' una seicento bianca e rossa. Sembrava la macchina di topolino. Non mi e' mai piaciuta, quella li'. L'ho venduta a rate a un imbianchino: tre assegni posdatati da duecentomilalire. Era troppo banale e strana, non aveva nessun sapore.
La A112 senape e' stata la prima che ho scelto e pagato con i miei soldi.
Avanti e indietro per i campi di erba medica, con attaccato il carrello e l'aeroplano.
Ha rovistato tanto fango, schiacciato zolle e alzato nuvole di polvere sopra pomeriggi d'estate senza vento, che ancora ne dev'essere ricoperta, la' dove si trova.
Aveva il sapore dell'avventura.
L'ultima, la kadett automatica, e' stata comprata un sabato mattina: lo ricordo molto bene, rapida decisione e incontro fulminate.
Aveva il sapore delle carte di kinder appallottolate e nascoste sotto i sedili. Ha ancora le orme dei piedini di M. acrobata sulla tappezzeria del tettuccio. Quando evadeva dal seggiolino mi lasciava libera una mano per tenerlo fermo. Una macchina forte e comprensiva.
Di quella nuova non so ancora niente. Il sapore, l'odore, la lingua che parlera'. Di certo so che è bianca.
Ti chiedi sempre dov'e' finito il tempo delle vecchie auto, i giorni le ore i minuti i secondi passati insieme.
Qui, ecco dov'e'. Non e' rotolato via. E' proprio qui, davanti a me. Io lo vedo, lo potrei anche toccare.
Le auto non lo so. Probabilmente demolite.

 

e-max.it: your social media marketing partner
Condividi questa pagina!

Compra il romanzo L'occhio del coniglio
Libro, mobi, epub compra su Amazon e su Lulù

Chi mi ama mi segua

Il sistema di gestione dei contenuti Joomla e il software di conteggio accessi installato in questo sito utilizzano i cookies per migliorare le funzioni di navigazone. Cliccando sul bottone arancione avrai fornito il tuo consenso e questo avviso non verrà più mostrato. Se non accetti l'uso dei cookies abbandona questo sito web.