Occasioni prese al volo

Le occasioni sono incontri, eventi, cose che succedono, essere nel posto giusto al momento giusto ma anche alzare il culo, muoversi, non stare a casa a dormire ma andare là dove succedono i fatti.

  • Booktrailer: una serata alla Sherlockiana

    Questo post documenta un incontro che per me è stato molto importante, non voglio dire che ha cambiato la mia vita ma di certo ha orientato qualche mia scelta successiva, mi ha fatto passare bei momenti e mi ha fatto conoscere persone interessanti. Ho imparato più di qualcosa e posso dire che se è stata un'occasione che ho saputo cogliere sono grata al destino per avermela offerta. Edit 30 agosto 2017.

     booktrailer alla Sherlockiana

    Giovedì sera sono stata alla Sherlockiana, la Libreria del giallo in via Peschiera a Milano a vedere una cosa interessante che non so bene come definire ma so già come chiamare: booktrailers.

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  • Heavy metal, un'indagine antropologica

    misterno

    Ieri sera sono andata a un concerto heavy metal. Perché l'hai fatto? Dirai tu. Perché no? Dico io. E mi è pure piaciuto. Abbastanza. Certo che un'esperienza come questa provoca delle modificazioni psicofisiche se non irreversibili (spero) comunque di lunga durata, difatti ho ancora le cicale nelle orecchie. Ieri sera appena uscita sentivo anche gli uccellini, e i grilli, un concerto assordante di grilli in camera mia tale e quale una notte di agosto. E' un impatto che coinvolge tutti gli organi, e non sto parlando di strumenti musicali ma di polmoni scollati dal diaframma, di pancreas e fegato che si scambiano di posto, di viscere che si annodano, di budelle che tremano come gelatina. Il cuore no ma vabbè, non si può avere tutto.

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  • Ieri sono andata all’Accessibility Days, la giornata mondiale dell’accessibilità

    istituto dei ciechi francesco gavazza, foto di Donato MatturroA proposito dei cinque sensi, ieri sono stata a Bologna e ho visto tantissimi ciechi, non ne avevo mai incontrati tanti tutti insieme. Va detto che la questione dell’accessibilità, vale a dire l’abbattimento delle barriere di ogni genere, non riguarda solo ciechi, anche i sordi, chi ha difficoltà motorie e gli ipovendenti come del resto sono anche io.

    Ci vedo male e quando faccio le foto mi affido alla messa a fuoco automatica del mio smartphone, che su questo ci sa fare molto più di me, ma poi confesso che per sapere quali sono le foto venute meglio mi tolgo gli occhiali e lo avvicino a un centimetro dal naso, proprio come faceva il professor Stoian con la sua famigerata agendina, ti ricordi? È stato il nostro professore di matematica in terza e quarta liceo e aveva congegnato dei sistemi tutti suoi per ovviare al suo deficit, che non ho mai capito se ci vedeva male da lontano o da vicino: aveva una mira piuttosto precisa e se chiacchieravi poteva centrarti col cancellino in pieno petto, se eri un maschio, imprimendo una forza niente male che faceva partire un colpo di tosse al malcapitato. Ai maschi distratti poteva avvicinarsi di soppiatto e tirare anche dei bei coppini mentre noi ragazze eravamo esentate, però ci lanciava il cancellino sul banco proprio davanti, in modo da creare una nuvola di gesso che ti imbiancava tutta. Se avevi un maglione nero o scuro ridacchiava contento.

    Quale che fosse il suo campo visivo ottimale, di certo qualche diottria gli doveva mancare perché preparava i compiti in classe differenziati, forse a scacchiera o forse distribuiti a caso, abbiamo capito subito che non erano tutti diversi, eravamo in trentacinque e sarebbe stato un bel sovraccarico di lavoro, erano scritti tutti a mano! ma comunque davanti, dietro e di fianco non c’erano mai gli stessi esercizi. Magari era anche un po’ sordo, infatti dopo che avevamo capito che li numerava ci chiamavamo da una parte all’altra della classe e ci impegnavano di più a cercare chi aveva l’esercizio uguale al nostro piuttosto che provare a svolgerlo con le nostre conoscenze. Noi ci sentivano così giovani e forti rispetto a lui ma ripensandoci devo ammettere che forse ci prendeva in giro facendoci credere di poterlo fregare come niente, mentre i fessi eravamo noi che ci sentivamo più abili e padroni dei nostri sensi.

    Lo stesso che ti può capitare quando accetti di partecipare a un aperitivo al buio. Ma non anticipiamo...

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  • La macchina del tempo esiste davvero e ne ho le prove

    Ho vinto un premio da blog: BOOMSTICK AWARD 2017!

    Me l'ha assegnato la mia amica di blog grande conduttrice di http://conigliodellamoda.blogspot.it/ grande fumettista e grande bloggeressa, un hip hip urra! per lei!

    La motivazione del premio è questa, e poi non dirmi che me la tiro perché chiunque al mio posto se la tirererebbe:

    "Perché racconta storie di vita vere o plausibili trasformandole in esperienze surreali. I suoi post sembrano gli aneddoti strani che si raccontano a tavola quando non ci si vede da un po'."

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  • Maratona GDPR all'Universita Statale di Milano

    maratona gdpr alla universita statale di milanoPer completare un periodo di eccitazione pazzesco causato dalla nuova legge sulla Privacy, GDPR per gli amici ma più propriamente General Data Protection Regulation, stamattina sono andata alla maratona GDPR che hanno organizzato alla facoltà di giurisprudenza della Statale di Milano. Che c’entri tu con giurisprudenza, diranno i miei lettori più attenti. Non centro nulla, infatti ho dovuto googlare per scoprire dove fosse l’aula 431 indicata sull’invito che avevo trovato per caso su twitter.
    I miei lettori più informati diranno anche alla buonora, visto che la nuova legge scatta domani 25 maggio ma sono due anni che l’hanno approvata in Europa, non potevi darti una mossa un po’ prima?
    Certo! È un mese che ci penso, ma il garante della privacy non si decideva a produrre la documentazione e poi, con l’aria che tira, stai a veder che ce ne andiamo via dall’Europa e faccio tutto il lavoro per niente. (Questa era bruttissima ma rido per non piangere)

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  • Quando muore Lucio Dalla il tempo è un bastardo

    Quando muore Lucio Dalla mi dispiace tanto anche se non lo ascoltavo, non ho mai comprato un suo disco. Sono andata una volta a un concerto in un teatro, mi ci aveva portato una mia amica, una donnina piccola così, con due occhi grandi per guardare, ma quel tempo è finito e non torna indietro, mannaggia.
    Il tempo è un bastardo è un libro che ho finito stamattina e parla di musicisti e di gente che si perde e poi si ritrova e si riperde. È un libro bellissimo, non c'è un difetto manco a voler essere stronzi per forza. Mi è piaciuto tutto: la forma, circolare, a racconti pieni di rimandi tra uno e l'altro, mi sono piaciuti i personaggi, formidabili, mi sono piaciute le storie ma soprattutto mi è piaciuta l'emozione che mi ha dato leggerlo. Di un racconto o di un romanzo di solito mi accontento che mi susciti un'emozione sola, questo invece me ne ha suscitate a dozzine. Anche solo il secondo racconto, per dire, almeno otto.

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