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Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Questo era un eds di it.arti.scrivere promosso da Fabrizio Patriarca, un giovanotto che successivamente ha pubblicato anche qualche libro. Aveva cominciato la serie descrivendo vari tipi di fidanzata, altre han continuato parlando male dei fidanzati, io ho fatto la mia parte con questo e qualcuno, a seguire, ha detto tutto sui mariti delle altre...

Il marito (Maritus coniugalis coniugatus) discende direttamente dalle scimmie senza passare per Lucy, e questo lo può facilmente postulare qualsiasi moglie guardandone uno alla mattina presto prima del caffè.

Esistono due specie distinte di mariti: i mariti propri (Maritus coniugatus) e i mariti delle altre (Maritus efficientissimus), di cui si hanno notizie solo per sentito dire o per averli visti al supermercato guidare carrelli stracolmi con amorevole premura. In questa trattazione mi occuperò principalmente dei mariti propri, di cui posso produrre documentazione certa e ampia letteratura.

 

Il Maritus coniugatus, volgarmente chiamato marito proprio o mio marito, va soggetto a una forma di amnesia cronica, che di solito si manifesta non appena traslocato nella casa comune. Ho svolto approfondite indagini in materia, supportate da uno campionamento significativo per età, professione e status sociale, e posso provare che mio marito non sa mai dove sono i suoi calzini puliti. Questo fenomeno si verifica praticamente da sempre, e un test a doppio cieco comprova che i calzini non hanno mai cambiato di posto in anni e anni di convivenza. Classificare i cassetti del comò con opportuni cartellini nominali non apporta nessun beneficio, perché l'amnesia di mio marito è talmente grave che non ricorda nemmeno il locale della casa dove è riposta la sua biancheria, tanto è vero che la frase ricorrente che lo contraddistingue è: hai mica visto la mia maglietta/felpa/camicia/...preferita?

Quando poi il proprio marito dimentica le chiavi di casa in una giacca che dimentica in un luogo imprecisato, possibilmente distante svariate decine di chilometri, è inutile tentare una facile psicanalisi da rivista femminile: lui si difenderà affermando che ha dimenticato la giacca, mica le chiavi di casa.

Ma gli oggetti che è in grado di perdere di vista mio marito sono infiniti: documenti importanti, occhiali, attrezzi da bricolage che puntualmente ricompra e che puntualmente ritroviamo il giorno dopo l'acquisto proprio dentro la cassettina a questo scopo destinata.

La moglie ideale di mio marito è l'archivista, meglio se con esperienza pluriennale presso i servizi segreti di stato (così non si stupirà più di tanto se a volte qualcosa non si riesce più a trovare, nonostante la precisa collocazione originaria).

Sui mariti delle altre gira una leggenda metropolitana che siano in grado perfino di stirarsi da soli una camicia, ma non esiste nessuna letteratura in merito se non vecchie storie tramandate per via orale alle quali, in mancanza di prove documentate, non è il caso di dare alcun credito.

Il marito è stato generato da sua madre con una appendice asportabile, che di solito viene conservata con cura sul tavolino del salotto. Quando torna a casa dal lavoro, liberatosi delle scarpe e appoggiate le stanche estremità sul predetto tavolino, il marito rientrerà in simbiosi con la sua appendice e comincerà a cambiare canale. E' inutile che la moglie cerchi di seguire il senso di un qualunque discorso, che sia telegiornale o pubblicità di detersivo: il marito riesce a gustare contemporaneamente tre telefilm di cui uno poliziesco e un dibattito verità sulla crisi dell'adolescenza senza smettere di bere dal bicchierino che tiene sempre a portata di mano (o, se è astemio, di sgranocchiare quei dolci fatti in casa che tenevate in serbo per il the del pomeriggio successivo con le amiche).

Se, vista l'incomunicabilità verso cui volge la serata, annuncerete che ve ne andate a letto a leggere, vi terrà il muso perché non gli fate mai compagnia.

Proprio a questa specie di marito appartengono quelli che già verso il finire della luna di miele, dopo un: buonanotte anima mia stasera sono un po' stanchino, vi offriranno la schiena del pigiamino di flanella con gli orsacchiotti, ormai dimentichi (eh già, l'amnesia) del fatto che durante il fidanzamento non riuscivano a trattenere le dimostrazioni di amichevole affetto, ma che dico, stima e ammirazione, nemmeno in ascensore. E chissà quelle che abitavano ai piani alti...

Salvo pretendere l'adempimento dei reciproci doveri contrattuali alle sei della domenica mattina, offendendosi se a giorno fatto non ricordate più nulla, ingrate, o peggio dubitate dell'avvenuto contatto.

L'allevamento del marito non presenta particolare difficoltà: infatti di solito si nutre in abbondanza dei manicaretti che sapientemente gli propinerete, e già dai primi mesi potrete notare un costante e progressivo aumento di peso.

La cosa più impegnativa, al giorno d'oggi, è la cattura di un esemplare di buona qualità, non per la scarsità di mariti, ma per l'impossibilità di verificarne il funzionamento prima che sia troppo tardi.

Branchi di futuri mariti si aggirano allo stato brado nei dintorni delle discoteche, nei circoli ricreativi culturali o sportivi, negli uffici e nei negozi, a seconda della famiglia e della tipologia. Se ne incontrano sulle piste da sci e sulle spiagge, nelle piazze e nelle chiese, e so per certo che qualcuna ne ha trovato uno anche qui, nella grande rete. Volendo, ce ne sono di seconda mano, ma attenzione, ragazze: nuovi o usati, raramente sono provvisti di garanzia.



Commenti al post

I_Cugini il 31/10/06 alle 11:02 via WEB
Noi siamo tutti ex-mariti. Quindi già testati e con sufficienti poche pretese. Siamo disponibili per l'accoppiamento ma non per l'Ikea, ok cenetta a casa con trombata, ko domenica a pranzo dalla mamma. Che si fa? Si combina?

LaDonnaCamel il 31/10/06 alle 13:19 via WEB
Eventualmente in quanti alla volta? tanto per sapermi regolare...

Silvia73dgl1 il 02/11/06 alle 13:14 via WEB
Bellissimo! L'ho letto tutto d'un fiato! Scrivi benissimo. Ti ho già inserito nei miei blog amici. Ti verrò a trovare presto! Ora continuo a leggere gli altri! Ciaooooooooooo! Silvia

LaDonnaCamel il 02/11/06 alle 14:24 via WEB
Grazie, troppo buona



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