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Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla el

Il blog della Donna Camèl è nato alla fine dell'estate del 2006, poco dopo l'apice del massimo splendore ma molto prima del declino dei blog in quanto moda.
È stato sempre su una piattaforma gratuita che negli anni ha cambiato nome e proprietari: ci sono capitata per una serie di circostanze fortuite e perché tutti i miei amici erano già lì, poi loro sono andati via tutti e io sono rimasta, irriducibile, a parlare di scrittura creativa, a proporre esercizi e racconti. Ci ho pubblicato pure un romanzo a puntate, un momento impagabile di intimità con i miei lettori.
Infine mi sono decisa a traslocare anch'io, lo porto qui a casa mia, se non tutto tutto la maggior parte: l'archivio. Non so quanto ci metterò, son più di 1000 articoli e li sposto con cura uno a uno, ma ho pazienza e la voglia di lavorare non mi manca: comincio oggi che è un lunedì ed è il 24 luglio 2017.

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Il blocco dello scrittore non è un notes per scrivere la brutta dei romanzi

È piuttosto un fastidioso impedimento che può manifestarsi anche a chi non è affatto uno scrittore ma tuttavia deve o vuole scrivere per i più svariati motivi: una relazione o una lettera, un post del blog o i contenuti per il proprio sito, una comunicazione interna, i testi per una presentazione.
Non necessariamente un lavoro ma il più delle volte sì: il blocco dello scrittore può paralizzare chiunque davanti alla pagina bianca, che sia un vero e proprio foglio di carta che si può stracciare e appallottolare per vendetta, o digitale, con quell’odioso cursore che pulsa evidenziando la sconfitta della capacità creativa umana nei confronti della macchina impietosa.

Prima di raccontarti i miei cinque consigli su come superare questa fastidiosa inibizione che ti impedisce di lavorare ti voglio rassicurare, la paura della pagina bianca può cogliere chiunque debba scrivere testi: blogger, social media manager, creatori di contenuti per l’impresa o conto terzi: non solo gli scrittori ma tutti coloro che hanno il compito di scrivere qualcosa di nuovo e interessante. Spesso quando uno scrittore diventa famoso svela i suoi trucchi e i rituali a cui si sottopone per compiacere i capricci della sua fantasia: chi scriveva solo a matita su quaderni di un certo tipo, chi scriveva a letto, di notte e coperto da un mucchio di maglie di lana, chi scriveva al bar in mezzo ai rumori e al via vai della gente, chi invece doveva trovarsi in un ambiente silenzioso e lontano da ogni distrazione. A proposito di distrazioni, il web e i social non sono l'ideale per mantenere la concentrazione, occorre un certo autocontrollo per non farsi irretire dalle sirene del cazzeggio che cantano con voce soave per attirare la tua attenzione: tra le altre tecniche per vincere il blocco dello scrittore, il mio sesto consiglio fuori lista è: mettiti la cera nelle orecchie, silenzia tutte le notifiche e impara a starne lontano, almeno per qualche ora.

Hemingway sapeva cone vincere il blocco dello scrittore
Ernest Hemingway Writing at Campsite in Kenya - fonte Wikimedia

1 - La scrittura è un muscolo che va allenato come tutti gli altri

Assumere una serie di buone abitudini aiuta il processo creativo e abbassa l’ansia da prestazione. Scrivi un po’ tutti i giorni oppure spesso, scrivi quando nei hai voglia e quando no, scrivi a mano e a computer, puoi prendere appunti sullo smartphone quando ti viene in mente un’idea, scrivi di ogni tipo di soggetto ma soprattutto scrivi quello che ti passa per la testa riguardo il tuo lavoro. Scrivi e metti da parte, salva ogni frase. A furia di scrivere si allarga il vocabolario e si prende confidenza con le parole. Il giorno che l’orrore per la pagina bianca si dovesse presentare, apri il tuo archivio e vai a recuperare qualche pezzetto già pronto. Non sarà certo una stesura definitiva ma è un punto di partenza.

2 - La scrittura ribelle può essere domata con una situazione di deprivazione

Fai fatica a cominciare a scrivere? La pagina bianca ti mette ansia? Volta le spalle al pc e dedicati ad altre incombenze, possibilmente alzati dalla tua postazione e vai a fare due passi, magari un caffè, vai a prendere il giornale e lascia che la composizione del testo venga fatta dall’inconscio a tua insaputa. Stai lontano fino a che non senti l’urgenza premere e vedi le frasi comporsi automaticamente nella testa. Pensa che Hemingway smetteva apposta di scrivere non appena sentiva una buona idea affacciarsi alla mente: “Il lavoro di ogni giorno deve interrompersi solo quando si sa già come ricominciare il giorno dopo (…) è il rimedio assoluto contro il fantasma più temuto dagli scrittori: l’agonia mattutina davanti alla pagina bianca. Non vuotare mai il pozzo della fantasia.”
Annamaria Testa consiglia di dire a se stessi: scriverò solo un pezzettino e poi smetto... un piccolo auto inganno che di solito funziona.

3 - A qualcuno può essere congeniale, prima di scrivere il testo vero e proprio, preparare la struttura che lo abiterà

Per i testi lunghi e complicati può essere utile creare una traccia, per esempio un albero degli argomenti, per i testi lineari una serie di sottotitoli di pari livello: si possono rappresentare graficamente come aree che dividono la superficie di un piano immaginario oppure come stazioni di un percorso che il tuo ragionamento deve percorrere per andare dalle premesse alle conclusioni. Puoi usare i post-it e attaccarli a una parete o direttamente sul tuo piano di lavoro. Una volta creato lo schema puoi cominciare a scrivere a partire dalla sezione che ti sembra più invitante e riempire via via gli spazi, anche a rovescio, ma vedrai che se hai una mente strutturalista il lavoro preliminare ti aiuterà moltissimo e il resto verrà da solo.

4 - Vai a leggere cosa hanno scritto quelli bravi sull’argomento di cui devi scrivere

Se possibile usa i libri, materiale cartaceo e non il google perché è facile farsi portare via e quando te ne accorgi è troppo tardi, hai sprecato mezza giornata. Non copiare (ma che te lo dico a fare) studia l’argomento, documentati e mentre leggi assumi una posizione critica rispetto ai testi che leggi: sono d’accordo con quello che che dice? ha ragione o torto? io come lo direi? annota le buone idee e usale come punto di partenza: prendi appunti a mano e tieni una certa distanza dai testi su cui hai studiato.

5 - Quando il blocco dello scrittore ti sembra irrimediabile...

... e hai già bevuto il caffè, comprato il giornale, vuotato la pattumiera,  attaccato post it sul tavolo con la struttura e i titoli della tua opera compreso l’indice analitico fino a pagina ottantadue, letto l'enciclopedia dalla emme alla zeta, spulciato inutilmente il serbatoio di frasi pronte e non puoi aspettare domani perché se no ti licenziano, non ti resta che il blind writing: è l’ultima spiaggia ma ti accorgerai che ha una potenza straordinaria e funziona dove tutte le altre tecniche falliscono.

Prepara almeno cinque parole (frasi) chiave che non possono mancare nella tua trattazione o nel tuo testo. Scrivile - ciascuna in cima a una pagina come se fosse un titolo e poi, sotto, butta dentro senza pensare qualsiasi cosa ti viene in mente. Non badare allo stile letterario, all’ortografia, alla punteggiatura, agli spazi tra le parole. Lascia scorrere il flusso delle libere associazioni nella maniera più spontanea possibile. Se scrivi a mano non staccare la penna dal foglio se invece scrivi a computer riduci la finestra dell'editor alle dimensioni di un francobollo in modo che ci stia solo mezza parola alla volta e tu non possa vedere quello che stai scrivendo. Nessuno leggerà mai questa pre-bozza, non ti preoccupare degli errori, è un testo preliminarissimo ma resterai sbalordito di quello che ci troverai dentro. Metti un timer e concediti un tempo, breve, per ogni sessione di scrittura. Scrivere senza guardare per dieci minuti è una esperienza catartica, una sorpresa e un modo molto potente di sbloccare  gli ingranaggi della tua creatività.

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